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Festival Biblico - Il futuro dell'universo

Sabato 5 maggio a Conegliano incontro con don Brancato e Bersanelli. 

Festival Biblico - Il futuro dell'universo

“Il futuro dell’universo”. Su questo argomento dialogheranno don Francesco Brancato (teologo) e Marco Bersanelli (astrofisico), con la moderazione di Piero Benvenuti, sabato 5 maggio, alle 20.30, presso l’Auditorium Toniolo a Conegliano nel contesto degli appuntamenti diocesani del Festival Biblico 2018. Ne abbiamo parlato con il prof. Bersanelli.

Prof. Bersanelli, lei ha dedicato buona parte della sua vita ad esplorare con sofisticati strumenti spaziali l'universo primordiale: come è cambiata nel tempo la sua percezione del cosmo?

Negli ultimi 25 anni siamo passati da una conoscenza piuttosto vaga e qualitativa della storia dell'universo a una ricostruzione accurata e coerente degli eventi che hanno accompagnato l'evoluzione cosmica e delle proprietà globali dell'universo. Che ciò sia possibile è di per sé un fatto sorprendente. Oggi siamo in grado di "pesare" le diverse forme di materia e di energia che compongono l'universo, la sua espansione e accelerazione, la sua geometria, la sua età, e tutto questo con la precisione di pochi percento. E oggi, proprio grazie a questi progressi, sono sorte nuove domande. Le cose che non sappiamo superano sempre di gran lunga quelle che abbiamo capito. E questo è il bello della ricerca.

I risultati scientifici che lei ha ottenuto sono interessanti solo per una ristretta cerchia di esperti, oppure possono significare qualcosa anche per l'uomo della strada?

I dettagli sono inevitabilmente per gli addetti ai lavori, ma i risultati fondamentali di solito contengono un messaggio che è alla portata di tutti. Per esempio, il fatto che oggi possiamo ammirare l'immagine ad alta definizione del cosmo primordiale, che risale a 13,8 miliardi di anni fa, è un fatto meraviglioso che può arricchire l'immaginazione e il senso estetico di chiunque. Credo che le cose più importanti che la scienza scopre sono sufficientemente semplici da essere patrimonio di tutti. Se sono troppo complicate, non comunicabili, probabilmente è perché non sono molto rilevanti. Sta a noi scienziati trovare il linguaggio giusto per cogliere e rendere accessibili quelle scoperte senza banalizzarle. E questo è un lavoro non facile e affascinante.

Il tema della conferenza che terrà sabato prossimo assieme al teologo Francesco Brancato riguarda il futuro dell'universo: la scienza può veramente prevederne il destino?

Paradossalmente su questo tema oggi ci riscopriamo più ignoranti di quanto pensavamo di essere una ventina di anni fa. Sappiamo che l'universo è in espansione. In passato si riteneva che gli elementi in gioco per decidere se questa espansione continuerà indefinitamente o si trasformerà in una contrazione fossero due: la densità di massa-energia e la velocità di espansione. Oggi abbiamo scoperto qualcosa di inaspettato: c'è un terzo fattore, detto "energia oscura", il cui effetto è quello di accelerare ulteriormente l'espansione cosmica. Ma la natura fisica di questa forma misteriosa di energia è al momento fuori dalla portata della nostra comprensione, per cui non vi sono certezze sul suo comportamento a lungo termine (e quindi sul destino dell'universo). Del resto la scienza, quando le questioni diventano gravi, fatica a dare risposte definitive.

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