L'Azione Blog

“La mia preoccupazione va a tanti mondi, specie le periferie delle nostre città lacerati, in cui alla fatica quotidiana di vivere – e spesso è tanta! – si aggiungono nuovi conflitti e diffidenze. C’è tutto un tessuto umano da ritessere in questi angoli di mondo e in tutta la società civile italiana in nome della pace civile e sociale” ” (dalla riflessione del cardinale Gualtiero Bassetti ieri in occasione della veglia di preghiera per l’Italia).

Essere “la luce del mondo non è dominare, ma nemmeno nascondersi sotto il moggio. È venuto il momento di avviare nuovi processi, senza preoccuparsi di occupare spazi di potere. Nuovi processi in cui i giovani, soprattutto i giovani, si sentano chiamati ad assumersi nuove responsabilità e ad elaborare nuove idee ricostruttive per la democrazia del nostro Paese” (dalla riflessione del cardinale Gualtiero Bassetti ieri in occasione della veglia di preghiera per l’Italia)

“Non bisogna avere paura della politica ed essere assenti! L’ho detto ai cattolici fin dall’inizio del mio mandato, come presidente della Cei, e dopo l’esperienza di questi mesi, lo ripeto con maggiore convinzione: non abbiamo paura della responsabilità politica. Non lo dico perché favorisca l’uno o l’altro disegno politico credo che i cristiani, in un momento così serio della nostra storia, non possano essere assenti o latitanti, con i loro valori” (dalla riflessione del cardinale Gualtiero Bassetti ieri in occasione della veglia di preghiera per l’Italia).

“Che tutte le forze politiche, gli operatori della comunicazione, i responsabili a qualunque titolo non badino all’interesse immediato e di parte! Si ricordino delle parole del profeta Osea: e poiché hanno seminato vento raccoglieranno tempesta” (dalla riflessione del cardinale Gualtiero Bassetti ieri in occasione della veglia di preghiera per l’Italia).

“La conclusione di un periodo difficile, con la composizione di un nuovo governo, richiama tutti a un senso di responsabilità nelle parole e nei fatti, sempre tenendo conto del rispetto delle persone e del bene comune…Il mondo intero ha bisogno di un’Italia in pace, perché siamo tutti interdipendenti. L’Italia dà all’Europa, al Mediterraneo, al mondo un grande contributo di servizio alla pace, di cultura, di lavoro, di sviluppo” (dalla riflessione del cardinale Gualtiero Bassetti ieri in occasione della veglia di preghiera per l’Italia).

“Mi rifiuto di pensare che oggi la nostra civiltà democratica possa essere sporcata da progetti di leggi speciali contro i popoli nomadi. Se dovesse accadere, mi opporrò con tutte le energie che mi restano... Ho conosciuto la condizione di clandestina e di richiedente asilo; ho conosciuto il carcere; ho conosciuto il lavoro operaio, essendo stata manodopera schiava minorile in una fabbrica satellite del campo di sterminio… Una sola obbedienza mi guiderà: la fedeltà ai vitali principi ed ai programmi avanzatissimi - ancora in larga parte inattuati - dettati dalla Costituzione repubblicana” (dal discorso della senatrice a vita Liliana Segre, qualche giorno fa in Senato).

Nei campi di sterminio “altre minoranze, oltre agli ebrei, vennero annientate. Tra queste voglio ricordare oggi gli appartenenti alle popolazioni rom e sinti, che inizialmente suscitarono la nostra invidia di prigioniere perché nelle loro baracche le famiglie erano lasciate unite; ma presto all'invidia seguì l'orrore, perché una notte furono portati tutti al gas e il giorno dopo in quelle baracche vuote regnava un silenzio spettrale” (dal discorso della senatrice a vita Liliana Segre, qualche giorno fa in Senato).

“Si dovrebbe dare idealmente la parola a quei tanti che, a differenza di me, non sono tornati dai campi di sterminio, che sono stati uccisi per la sola colpa di essere nati, che non hanno tomba, che sono cenere nel vento. Salvarli dall'oblio non significa soltanto onorare un debito storico verso quei nostri concittadini di allora, ma anche aiutare gli italiani di oggi a respingere la tentazione dell'indifferenza verso le ingiustizie e le sofferenze che ci circondano. A non anestetizzare le coscienze, a essere più vigili, più avvertiti della responsabilità che ciascuno ha verso gli altri (dal discorso della senatrice a vita Liliana Segre, qualche giorno fa in Senato).

"Sono una persona tra le pochissime ancora viventi in Italia che porta sul braccio il numero di Auschwitz. Porta sul braccio il numero di Auschwitz e ha il compito non solo di ricordare, ma anche di dare, in qualche modo, la parola a coloro che ottant'anni orsono non la ebbero; a quelle migliaia di italiani, 40.000 circa, appartenenti alla piccola minoranza ebraica, che subirono l'umiliazione di essere espulsi dalle scuole, dalle professioni, dalla società, quella persecuzione che preparò la shoah italiana del 1943-1945, che purtroppo fu un crimine anche italiano, del fascismo italiano" (dal discorso della senatrice a vita Liliana Segre, qualche giorno fa in Senato).

In un intervista è stato chiesto a Heiner Wilmer - finora superiore generale dei dehoniani, nominato vescovo di Hildesheim - come si prepara al suo nuovo incarico. La risposta: "Mi ritirerò otto giorni in una austera comunità religiosa per pregare, nel silenzio e nella solitudine. In agosto è fissato il mio trasferimento. Poco dopo compirò da Hildesheim un pellegrinaggio con i giovani per ascoltare i temi che interessano loro. Devono dirmi loro come devo essere vescovo".