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	<title>Il Blog de L'Azione</title>
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	<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 07:42:07 +0000</pubDate>
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		<title>L&#8217;Apocalisse di Nikla</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 07:42:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sabato 18 settembre al museo di Arte Sacra (Seminario Vescovile di Vittorio Veneto) si apre la prima mostra delle icone di Nikla De Polo (l&#8217;annuncio è sull&#8217;ultimo numero de L&#8217;Azione; sul numero successivo un&#8217;ampia presentazione).
Abbiamo avuto la fortuna di incontrare Nikla e di vedere la sua magnifica produzione iconografica. Abbiamo sostato meravigliati davanti alla sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 18 settembre al museo di Arte Sacra (Seminario Vescovile di Vittorio Veneto) si apre la prima mostra delle icone di Nikla De Polo (l&#8217;annuncio è sull&#8217;ultimo numero de L&#8217;Azione; sul numero successivo un&#8217;ampia presentazione).<br />
Abbiamo avuto la fortuna di incontrare Nikla e di vedere la sua magnifica produzione iconografica. Abbiamo sostato meravigliati davanti alla sua ultima fatica, l&#8217;Apocalisse. Un&#8217;icona con più di duecento personaggi. “Me l&#8217;ha ispirata lo Spirito - ci ha detto Nikla -. L&#8217;Apocalisse è il riassunto del messaggio d&#8217;amore del Vangelo”.</p>
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		<title>Andreotti non può permettersi certi giudizi</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 11:48:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Solitamente in questo blog pubblichiamo un post al giorno. Oggi non rispettiamo la prassi perché quanto ha detto il senatore a vita Giulio Andreotti su Giorgio Ambrosoli merita una riflessione. Intervistato da Minoli (questa sera alle 23.50 su Rai Due) nell&#8217;ambito di uno speciale dedicato ad Ambrosoli, il liquidatore dell&#8217;impero di Michele Sindona, morto ammazzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solitamente in questo blog pubblichiamo un post al giorno. Oggi non rispettiamo la prassi perché quanto ha detto il senatore a vita Giulio Andreotti su Giorgio Ambrosoli merita una riflessione. Intervistato da Minoli (questa sera alle 23.50 su Rai Due) nell&#8217;ambito di uno speciale dedicato ad Ambrosoli, il liquidatore dell&#8217;impero di Michele Sindona, morto ammazzato per la sua onestà, alla domanda sul perché di quell&#8217;assassinio Andreotti risponde: «Questo è difficile, non voglio sostituirmi alla polizia o ai giudici, certo è una persona che in termini romaneschi se l&#8217;andava cercando». Terribile: «Se l&#8217;andava cercando». Ambrosoli era un galantuomo. Era stata invitato, con serie minacce, a chiudere entrambi gli occhi sulle schifezze che andava scoprendo. Lui non piegò la schiena, tirò dritto. Abbandonato dalla politica capì che la sua vita era in serio pericolo e così scrisse una lettera-testamento alla moglie e ai figli. Poco dopo venne freddato di sera, vicino a casa. La sua storia è raccontata in un bellissimo film (&#8221;Un eroe borghese&#8221;, con Gian Maria Volontè), mentre nel 2009, a trent&#8217;anni dalla morte, il figlio ha scritto un libro che va letto: &#8220;Qualunque cosa succeda&#8221; (con prefazione di Ciampi).<br />
L&#8217;Italia deve andar fiera di Giorgio Ambrosoli. È grazie a uomini come lui che questo Paese va avanti. Ha anteposto la legge, il proprio dovere, l&#8217;etica, il bene comune, a se stesso, alla propria carriera, probabilmente a un facile arricchimento. Non si è venduto. Questo, a quanto pare, non piace a una certa politica.</p>
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		<title>Ma che sport è questo?</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 10:41:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Con settembre riprendono anche le attività sportive di bambini e ragazzi. I genitori responsabili si pongono interrogativi sulla qualità dell&#8217;educazione che i figli ricevono nell&#8217;ambito delle società sportive. Eventi come quello avvenuto domenica scorsa sulla pista di Misano Adriatico, ovvero la morte in diretta del giovanissimo motociclista Shoya Tomizawa senza che la gara venisse interrotta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con settembre riprendono anche le attività sportive di bambini e ragazzi. I genitori responsabili si pongono interrogativi sulla qualità dell&#8217;educazione che i figli ricevono nell&#8217;ambito delle società sportive. Eventi come quello avvenuto domenica scorsa sulla pista di Misano Adriatico, ovvero la morte in diretta del giovanissimo motociclista Shoya Tomizawa senza che la gara venisse interrotta, pone serie domande sui (dis)valori che oggi primeggiano nel mondo dello sport. Scrive Edio Costantini nel sito www.piuvoce.net: “Ma che modello di sport è quello che non si ferma davanti alla morte di uno dei suoi protagonisti in gara? Ma che sport è quello che festeggia i &#8220;vincitori&#8221; nell’indifferenza totale verso chi, qualche momento prima, ha perso la vita proprio in quella competizione? A Misano, la gara del motomondiale si doveva fermare. Non lo ha fatto, è stata una brutta storia. Ciò dimostra che il cuore dei mercanti dello sport spettacolo non si commuove nemmeno di fronte alla morte di un suo atleta”.</p>
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		<title>Da pediatra a Maestro dei Domenicani</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 05:59:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Padre Bruno Cadoré, sacerdote francese, di 56 anni, è stato eletto nuovo Maestro degli oltre 6.000 Domenicani del mondo. La vita del giovane pediatra Cadorè cambiò inaspettatamente quando un giorno ha messo piede nella chiesa di un convento. “Non so perché - ha raccontato in un&#8217;intervista ripresa dall&#8217;Agenzia Zenit - ma stavo cercando un convento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Padre Bruno Cadoré, sacerdote francese, di 56 anni, è stato eletto nuovo Maestro degli oltre 6.000 Domenicani del mondo. La vita del giovane pediatra Cadorè cambiò inaspettatamente quando un giorno ha messo piede nella chiesa di un convento. “Non so perché - ha raccontato in un&#8217;intervista ripresa dall&#8217;Agenzia Zenit - ma stavo cercando un convento domenicano, e quel giorno la comunità era riunita in preghiera. Quella che vidi fu una comunità di frati dall&#8217;aria molto libera e gioiosa. In quel periodo attraversavo una fase di ricerca. Infatti, poiché lavoravo con i bambini malati, ero incerto, mi dicevo che dovevo avere anche un altro punto di vista sul mondo rispetto alla malattia, alla morte e alle difficoltà della vita. E poi sono entrato in questa chiesa. E lì, ho avuto l&#8217;impressione che si cercava qualche cosa di vero, libero e gioioso. Allora sono andato, ogni tanto, a pregare con i frati”. E così è entrato nell&#8217;Ordine dei Domenicani.</p>
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		<title>Politica, è il tempo di una nuova Dc?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 07:17:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è una gran confusione sotto il cielo della politica italiana. È chiaramente in atto un rimescolamento delle carte e nessuno sa bene come andrà a finire. Savino Pezzotta, ex segretario Cisl e ora parlamentare dell&#8217;Udc, ha lanciato una proposta decisamente controcorrente: ricostituire una forza politica &#8220;che abbia e proponga una visione chiara e formata dall&#8217;ispirazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una gran confusione sotto il cielo della politica italiana. È chiaramente in atto un rimescolamento delle carte e nessuno sa bene come andrà a finire. Savino Pezzotta, ex segretario Cisl e ora parlamentare dell&#8217;Udc, ha lanciato una proposta decisamente controcorrente: ricostituire una forza politica &#8220;che abbia e proponga una visione chiara e formata dall&#8217;ispirazione cristiana sui problemi che hanno fondamentale rilevanza per i cattolici&#8221;. Una presenza che &#8220;potrebbe essere utile anche per far germinare quelle mediazioni parlamentari in cui l&#8217;etica cristiana non sia obnubilata. Ma anche coloro che si dichiarano cristianamente ispirati devono essere capaci di innovazione, di coerenze continue, di darsi una dimensione nuova&#8221;.<br />
Pezzotta è critico con il mondo cattolico e una parte della gerarchia perché spesso sono presi da &#8220;un timore a essere precisi sulle singole responsabilità per non essere accusati di schieramento. Si preferisce il discorso generale che mortifica coloro che giorno dopo giorno si impegnano con attenzione e si contribuisce a ridurre la morale in moralismo&#8221;. Atteggiamenti che contribuiscono &#8220;ad alimentare il discredito verso la politica e indurre i cattolici a chiamarsi fuori&#8221;.<br />
Il ragionamento di Pezzotta è abbastanza condivisibile. Va però ben precisato un punto decisivo: non basta essere cattolico per essere un buon politico. Servono anche adeguate competenze culturali e professionali. Forse è questo che intende lo stesso Pezzotta quando individua nella &#8220;scarsa attrezzattura culturale&#8221; una delle cause della fine della Dc. </p>
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		<title>Il giovane Ratzinger non voleva una vita borghese</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 14:14:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci sono diversi passaggi autobiografici nel messaggio scritto da papa Benedetto per la Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà a Madrid nel 2011. Riandando con la memoria alla sua giovinezza trascorsa tra la seconda guerra mondiale e l&#8217;immediato dopoguerra il Papa ricorda come i giovani non volevano perdersi “nella normalità della vita borghese. Volevamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono diversi passaggi autobiografici nel messaggio scritto da papa Benedetto per la Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà a Madrid nel 2011. Riandando con la memoria alla sua giovinezza trascorsa tra la seconda guerra mondiale e l&#8217;immediato dopoguerra il Papa ricorda come i giovani non volevano perdersi “nella normalità della vita borghese. Volevamo ciò che è grande, nuovo. Volevamo trovare la vita stessa nella sua vastità e bellezza. Certamente ciò dipendeva anche dalla nostra situazione&#8230; Questo impulso di andare oltre all&#8217;abituale c&#8217;è in ogni generazione. È parte dell&#8217;essere giovane desiderare qualcosa di più della quotidianità regolare di un impiego sicuro e sentire l&#8217;anelito per ciò che è realmente grande. Si tratto solo di un sogno vuoto che svanisce quando si diventa adulti? No, l&#8217;uomo è veramente creato per ciò che è grande, per l&#8217;infinito. Qualsiasi altra cosa è insufficiente”.<br />
Sicuramente il &#8220;sogno di qualcosa di grande&#8221; è iscritto in ogni uomo. Solo che oggi la mente e il cuore di giovani e adulti sembrano presi da altre “priorità”. Forsè è proprio qui la sfida posta ai credenti: aiutare il prossimo a riscoprire il sogno di cui parla il Papa. </p>
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		<title>Don Francesco, un ultimo</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 07:12:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi, giorno del Signore, vogliamo ancora ricordare un prete che già partecipa al banchetto in Paradiso. È il bellunese don Francesco Cassol, 52 anni, morto tragicamentre una ventia di giorni fa. Ecco un passo della testimonianza degli scout di Follina, di cui era assitente, pubblicata sull&#8217;ultimo numero de L&#8217;Azione:
“Don Francesco era un ultimo. Ultimo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, giorno del Signore, vogliamo ancora ricordare un prete che già partecipa al banchetto in Paradiso. È il bellunese don Francesco Cassol, 52 anni, morto tragicamentre una ventia di giorni fa. Ecco un passo della testimonianza degli scout di Follina, di cui era assitente, pubblicata sull&#8217;ultimo numero de L&#8217;Azione:<br />
“Don Francesco era un ultimo. Ultimo a prendere la parola per lasciare sempre spazio agli altri, ultimo sui sentieri a seguire il passo dei più lenti, ultimo a giudicare, ultimo a scagliar pietre, ultimo a prendersi sul serio. E proprio nel giorno in cui il Padre lo ha richiamato a sé, noi abbiamo ascoltato la sua Parola, che ci parla degli ultimi. Di quel tipo di ultimi era lui, sì, di quel tipo lì. Di quelli che dalla porta stretta ci sono passati, lasciando passare prima gli altri, senza affanni. Del tipo di ultimi che saranno i primi. Di quel tipo lì”.</p>
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		<title>Sulla tessera del tifoso</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 14:57:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ “Non saranno la tessera del tifoso e la linea repressiva ad eliminare la violenza negli stadi italiani e fare pulizia di certi tifosi”. Lo sostiene Edio Costantini, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, intervistato dall&#8217;agenzia Zenit. “A questo sciatto modello sportivo del calcio italiano sta a cuore solo che il tifoso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> “Non saranno la tessera del tifoso e la linea repressiva ad eliminare la violenza negli stadi italiani e fare pulizia di certi tifosi”. Lo sostiene Edio Costantini, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, intervistato dall&#8217;agenzia Zenit. “A questo sciatto modello sportivo del calcio italiano sta a cuore solo che il tifoso resti tifoso, che continui a essere un consumatore acritico del mito eroico dello sport. È facile capire come in tutto ciò la dimensione educativa sia assente. Tifosoè anche chi ha sempre creduto nello sport e vuole continuare ad andare allo stadio con la famiglia e non deve essere costretto a chiedere la tessera per schedare se stesso e la famiglia con due mesi di anticipo. Perché mai siamo arrivati a questo punto, alla necessità di blindare gli stadi come prigioni e schedarne presso le Questure tutti i frequentatori? È impensabile continuare a dare tutte le colpe agli ultras. È invece il momento di prendere coscienza che la soluzione si gioca nella capacità di includere e non di escludere. Serve il coraggio di pensare a come ricostruire gli stadi non solo sul piano architettonico, ma anche come luoghi educativi, di incontro, di amicizia e di festa per tutte le famiglie”</p>
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		<title>Politica, cattolici divisi</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 06:54:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si è molto discusso, nei giorni scorsi, dell&#8217;editoriale di Beppe del Colle su “Famiglia Cristiana” piuttosto duro con il presidente del consiglio Berlusconi. Di quella riflessione ci interessa un passaggio: “La discesa in campo di Berlusconi ha avuto come risultato quello che nessun politico nel mezzo secolo precedente aveva mai sperato: di spaccare in due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è molto discusso, nei giorni scorsi, dell&#8217;editoriale di Beppe del Colle su “Famiglia Cristiana” piuttosto duro con il presidente del consiglio Berlusconi. Di quella riflessione ci interessa un passaggio: “La discesa in campo di Berlusconi ha avuto come risultato quello che nessun politico nel mezzo secolo precedente aveva mai sperato: di spaccare in due il voto cattolico (o, per meglio dire, il voto democristiano). Quale delle due metà deve fare “autocritica”: quella che ha scelto il Cavaliere, o quella che si è divisa fra il Centro e la Sinistra, piena di magoni sui temi “non negoziabili” sui quali la Chiesa insiste in questi anni?”.<br />
È vero quello che dice Del Colle: i cattolici oggi sono politicamente molto divisi, lo si riscontra anche nelle nostre comunità. Tra chi è “di qua” e chi è “di là” spesso non c&#8217;è dialogo e neppure legittimazione reciproca. È un problema serio che andrebbe affrontato con coraggio. Perché stiamo dando contro-testimonianza.</p>
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		<title>Fisichella racconta gli ultimi giorni della Fallaci</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 06:54:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mons. Rino Fisichella ha raccontato sul Corriere della Sera gli ultimi giorni della scrittrice Oriana Fallaci. “Oriana - racconta Fisichella - voleva una risposta, ma non riusciva ad entrare nel cono di luce della fede che va oltre la conoscenza del contenuti raggiunti per studio perché chiede di abbondonare se stessi all&#8217;amore di Dio”.
Toccante la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mons. Rino Fisichella ha raccontato sul Corriere della Sera gli ultimi giorni della scrittrice Oriana Fallaci. “Oriana - racconta Fisichella - voleva una risposta, ma non riusciva ad entrare nel cono di luce della fede che va oltre la conoscenza del contenuti raggiunti per studio perché chiede di abbondonare se stessi all&#8217;amore di Dio”.<br />
Toccante la conclusione del racconto: “L&#8217;ultima settimana di agosto, poco prima della morte, ho accudito Oriana. Era rimasta sola. La sofferenza era forte, ma il viso e la voce si erano trasformati. La combattente di un tempo mostrava ormai i tratti della dolcezza, segno della vicinanza dell&#8217;Altro, a cui non credeva ma che aspettava di incontrare”.</p>
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