Archivio di dicembre 2009

L’agenzia Zenit ci informa che per la prima volta è stata scoperta una casa dei tempi di Gesù accanto alla Basilica dell’Annunciazione di Nazareth. I resti sono apparsi durante gli scavi svolti dall’Autorità per le Antichità di Israele in occasione della costruzione del Centro Internazionale Maria di Nazareth, situato nella zona in cui secondo la tradizione visse Cristo. “Gesù ha sicuramente conosciuto questo luogo e forse questa casa”, spiega in un comunicato l’associazione Maria di Nazareth. L’edificio è piccolo e modesto e quasi sicuramente è un tipico esempio delle case di Nazareth di quell’epoca. Secondo le rare fonti scritte esistenti, sappiamo che nel primo secolo della nostra era Nazareth era un piccolo villaggio ebraico, situato in una valle. Finora era stato trovato anche un certo numero di tombe dell’epoca di Gesù, ma non si era mai scoperto alcun resto che potesse essere attribuito a questo periodo. Il Centro Internazionale Maria di Nazareth può essere visitato all’indirizzo: www.mariedenazareth.com

Per qualche giorno anche questo blog… va in vacanza. Da oggi al 3 gennaio 2010 ci saranno solo post “sporadici”. Ritorneremo con regolari post quotidiani dal 4 gennaio.

Oggi è Natale. Per l’occasione il vescovo Corrado ha scritto un messaggio di cui proponiamo un passo.
“È un annuncio antico e nuovo, quello che risuona in questo giorno. Antico, perché ci ricorda l’amore fedele di Dio nei confronti di ciascuno di noi e di tutta l’umanità. Un amore - quello di Dio - che è da sempre e che mai si stanca di riproporci il suo desiderio di renderci partecipi della sua stessa vita: “Dio si è fatto come noi per farci come Lui!”. Ma questo annuncio è anche nuovo. Si rivolge infatti a ognuno di noi raggiungendoci in situazioni che sono diverse e nuove di anno in anno. Nessun Natale è uguale agli altri, perché siamo diversi noi e diverse sono le circostanze in cui ci troviamo a vivere”.

Un altro pensiero tratto dall’articolo di Claudio Magris “L’obbligo della felicità per un giorno dell’anno” (vedi post di ieri). “L’anno scorso, in questo periodo, mi è capitato di leggere, nel giornaletto di un liceo di Schio, l’articolo di una ragazzina, Giulia Baldassare, che protestava contro lo sciagurato dovere di fare regali di Natale, che rende quella settimana più affannosa di ogni altra.. A Natale c’è uno solo di cui festeggiare il compleanno: qual bambino di Betlemme. È a lui che andrebbero fatti i regali, non ad altri - se non a quegli “ultimi” della terra con cui lui si è esplicitamente identificato”.

“L’obbligo della felicità per un giorno all’anno” è il titolo di un bella riflessione di Claudio Magris sul Natale pubblicata sul Corriere di lunedì 21 dicembre. Merita di essere letta per intero. Qui vi proponiamo, oggi e domani, due passaggi dell’articolo.
“Chi ha detto che il Natale debba essere un karaoke della felicità, in cui Minnie e Topolino si vogliono eternamente bene, le famiglie sono sempre unite e i buoni sono anche contenti, tutte cose false sia in quella settimana sia nella altre cinquantuno dell’anno? Il Natale ricorda la nascita di un bambino venuto al mondo nel più grande anche se finora fallito tentativo di portare la pace agli uomini - fallito non per colpa sua, ma perché la pace doveva essere portata, come sta scritto, agli uomini di buona volontà e di questi ultimi se ne vedono pochi”.

Padre Enzo Bianchi sulla Stampa di domenica scorsa ha commentato il messaggio del Papa per Giornata mondiale per la Pace del prossimo 1° gennaio. Scrive tra l’altro Bianchi: «Il testo del papa ci ricorda con efficacia che l’interesse alla creazione, e dunque al rapporto dell’umanità con essa, è un’istanza della fede biblica: esistono “ragioni cristiane” assolute e precise per l’ecologia, ragioni mai separabili, appunto, dal tema della giustizia e della pace. La tradizione cristiana, infatti, non può e non sa separare giustizia ed ecologia, condivisione della terra e rispetto della terra, attenzione alla vita della natura e cura per la qualità buona della vita umana: sono due aspetti di un’unica urgenza: contrastare il disordine, la volontà di potenza, far regnare la giustizia, la pace, l’armonia. La terra è desolata quando viene meno la qualità della vita dell’uomo e della vita del cosmo, e la qualità della vita umana dipende anche dalla vita del cosmo di cui l’uomo fa parte e nel quale è la sua dimora”.

«Oggi, come ai tempi di Gesù, il Natale non è una favola per bambini, ma la risposta di Dio al dramma dell’umanità in cerca della vera pace». Lo ha ricordato il Papa all’Angelus di ieri. Benedetto ha aggiunto: «Il Natale è una profezia di pace per ogni uomo. Questa profezia impegna i cristiani a calarsi nelle chiusure, nei drammi, spesso sconosciuti e nascosti, e nei conflitti del contesto in cui si vive, con i sentimenti di Gesù, per diventare ovunque strumenti e messaggeri di pace, per portare amore dove c’è odio, perdono dove c’è offesa, gioia dove c’è tristezza e verità dove c’è errore, secondo le belle espressioni di una nota preghiera francescana».

Siamo arrivati all’ultima domenica di Avvento, il Natale è alle porte. Ci aiuta a preparaci all’evento un pensiero di Mariella e Sergio Boffo, di Fossalta Maggiore (Chiarano), che da 24 anni vivono a S. Salvador do Tocantinsin (Brasile) dove hanno dato vita, con l’Operazione Mato Grosso, a una scuola agricola per ragazzi di famiglie povere. Scrivono i Boffo in una lettera che verrà pubblicata integralmente sul prossimo numero de L’Azione: “Un piccolo gesto può far felice qualcuno, questo è l’Avvento per noi: uscire di casa, andare a trovare chi ha bisogno di una consolazione, di un aiuto, di compagnia, regalare il nostro tempo rifacendo il tetto di paglia, la parete che è crollata, donare le nostre cose, rinunciando a qualche comodità. Questo è prepararsi al Natale, non quello che ho visto la settimana scorsa andando in città: vetrine piene di luci e di babbi natale! Dov’è il Natale? Dov’è Gesù ? Non c’è posto per Lui in quelle vetrine!”. Grazie Mariella e Sergio.

Ieri è stato dato l’annuncio della nomina di mons. Gianfranco Agostino Gardin a vescovo di Treviso. Mons. Gardin è nato a San Polo di Piave, quindi in territorio diocesano. Ha fatto quindi il percorso inverso del nostro vescovo Corrado, che arriva da Treviso. È bello questo “scambio” di vescovi tra due diocesi vicine. Certamente sarà anche arricchente per entrambe.

Massimo Introvigne, direttore del Cesnur (il Centro studi sulle nuove religioni), in un’intervista al giornalista Andrea Tornielli ha reso noti i dati di una sua approfondita ricerca sulla pratica religiosa in Italia. Il ricercatore ha analizzato la frequenza a tutte le messe di tutte le chiese, anche quelle private, di una determinata domenica nella diocesi siciliana di Piazza Armerina. La scelta è caduta su questa diocesi perché nei sondaggi nazionali risulta sempre nella media. Ebbene, è risultato che la frequenza si attesta sul 18-20 per cento, 10 punti in meno di quanto emerge nei normali sondaggi a campione. La differenza è spiegata da Introvigne con il fatto “che c’è un numero consistente di persone che, interrogate al telefono sulla loro pratica religiosa, per un senso di appartenenza sono portate a dire di essere praticanti, anche se poi non lo sono realmente o magari lo sono solo saltuariamente”.