
La nostra comunità di Godega ha avuto per dodici anni come parroco don Florindo Nicoli. Noi, personalmente, oltre ad aver collaborato con lui in vari servizi parrocchiali, abbiamo continuato a mantenere un legame di amicizia anche negli anni in cui fu parroco di Sarmede e quindi nell’ultimo lungo periodo, quello più difficile, della malattia.
Ciò che più abbiamo apprezzato nel sacerdote don Florindo è stata la cura con cui preparava le celebrazioni e gli incontri, non lasciava mai niente al caso, era scrupoloso nei suoi doveri. Crediamo che ben si adattasse a lui questo versetto del Vangelo: “Quando avete fatto tutto quello che vi è stato comandato, dite: Siamo soltanto servitori. Abbiamo fatto quel che dovevamo fare” (Lc 17, 10).
Al di là delle apparenze, poi, era anche molto sensibile. Non più nostro parroco, quando andavamo a trovarlo era sempre accogliente e festante, si interessava a noi, alla nostra famiglia… Nella dolorosa esperienza della malattia, qualcosa lasciava trasparire delle sue sofferenze, sia fisiche che morali, ma poi superava tutto con una battuta e ci chiedeva ancora di noi, dei nostri figli.
Il fatto che sia mancato proprio il giorno di Pasqua, era il 16 aprile 2006, è rimasto nel nostro cuore come un segno di predilezione divina verso una persona che ha speso la vita intera per il suo Signore e per il prossimo, nelle parrocchie che ha guidato e in Brasile dove è stato missionario dal 1964 al 1973, uno dei primi sacerdoti inviati “fidei donum” della nostra diocesi.
Abbiamo raccolto altre testimonianze su don Florindo.
Dicono Luisa e Tiziano, una delle coppie il cui matrimonio è stato da lui celebrato: “Ricordiamo volentieri don Florindo, la sua figura ci riporta agli anni del fidanzamento quando, con dedizione e simpatia, ci fu molto vicino dedicandoci tempo per il dialogo e la formazione spirituale. Egli infatti ci teneva molto ai rapporti personali ed era molto disponibile in questo senso sia per le coppie che per i singoli. Allora era anche assistente foraniale di Ac e puntava ad essere coerente al suo impegno e a quello di noi aderenti, credeva nella formazione degli animatori e insisteva per la partecipazione ai campi scuola. Questo per noi giovani era molto incoraggiante! Lo ricordiamo quindi come qualcuno che ha inciso sulla nostra vita di coppia in modo importante, aiutandoci a sentire sempre la presenza viva di Dio, incoraggiandoci sia nei momenti di gioia come in quelli nella prova.
‘Ricordatevi che siete in tre: in mezzo a voi due c’è sempre la presenza del Signore’. Queste sue parole ci risuonano ancora…
Chi l’ha conosciuto forse meglio di tutti, perché ha condiviso con lui ben sedici anni di servizio parrocchiale, tra Godega e Sarmede, è Elvira Velludo, per tutti Elviretta, laica consacrata dello stesso Istituto San Raffaele del quale faceva parte don Florindo. Dice Elviretta: “Ho sperimentato in don Florindo il sacerdote-pastore, citava e viveva il Vangelo, la sua è stata una vita donata, fatta di fedeltà al Signore, pur nei limiti che umanamente tutti abbiamo. Amava le famiglie, avvicinava i piccoli e i grandi, confortava gli anziani. Anche nei momenti di difficoltà e di sofferenza – e non mancavano! – lui pregava e ringraziava continuamente Dio al quale aveva consacrato tutto se stesso”. Ricordiamo che Elviretta gli è stata vicina e lo ha assistito pure nell’ultimo periodo della vita presso l’Istituto ed era presente quando è spirato.
Grazie di tutto, don Florindo.
Nilva e Giorgio