Sul giornale ho visto l’invito a ricordare i sacerdoti defunti. Io ne ho conosciuti qualcuno ma in particolare voglio ricordarne uno: padre Domenico Bazzo, missionario del Pime.

L’ho conosciuto fin da piccola, quando, nei suoi rientri dalla missione di Hong Kong, tornava nella sua Bibano. Veniva anche a Pianzano, a casa dei miei nonni: il nonno Antonio era suo cugino, “fioi de fradei” come dicevano i nostri “veci”. Da bambina ho un ricordo di lui come di una persona che metteva un po’ di soggezione dato che veniva da un paese lontano e sapeva una lingua così sconosciuta ai nostri orecchi. Mi ricordo che ci recitava il Padre Nostro in cinese ed era bello ascoltarlo e pregare mentalmente con lui.

Poi, la vita me lo ha fatto rincontrare a Lecco: per lui era l’ultima tappa perché a riposo presso il Centro Pime della città; per me era il luogo dove ero andata a vivere con mio marito. Ricordo ancora l’agosto del 1996: io davo alla luce il mio secondogenito e padre Bazzo veniva ad abitare vicino a casa mia. Che gioia per me veneta incontrare un altro veneto in terra lombarda. Così, tante volte andavo a trovarlo al centro Pime: non mi faceva più soggezione, ma molta tenerezza e tanto fascino. Tenerezza perché con sguardo amabile giocava con i miei bambini come un vecchio nonno con i suoi nipotini; fascino per la saggezza con cui parlava, sempre in punta di piedi per paura di disturbare, sempre pronto a edificarti ed incoraggiarti con le sue parole. Che bello è stato quando accettò di battezzare il mio piccolo assieme al parroco del mio paese: anche in quella occasione non voleva recare disturbo, sempre in punta di piedi, rispettoso al massimo.

E poi, c’è stato per padre Bazzo il tempo della malattia, del ricovero in ospedale. Quando andavo a fargli visita lo trovavo sempre col suo rosario in mano, che pregava, forte nello spirito anche se il corpo s’indeboliva. Mi diceva: «Stai allegra Cristo è risorto!». Non nascondeva, però, la grande nostalgia dei suoi luoghi natii: mi diceva che il suo cuore era là, tra Bibano, Pianzano e San Fior, dove aveva trascorso la sua infanzia. Poi, l’ho visto qualche giorno prima della morte: non parlava più, era dimagrito molto, ma con gli occhi vispi e un sorriso disarmante, quando mi vide, trovò ancora la forza di alzare le braccia al cielo per farmi capire una verità che a lui stava molto a cuore: «Stai allegra Cristo è risorto!».

Grazie padre Bazzo, riposa nella pace riservata ai giusti.

Anna Maria Scapolo Lecco