
da L'AZIONE di Domenica 21 febbraio 2010 - pagina 12
Monsignor Igino Facchinello nasce a Istrana il 17 dicembre 1911 e viene ordinato sacerdote nella chiesa di San Nicola a Treviso il 6 luglio 1935. Muore il 6 maggio 2009 nella Casa di accoglienza di Santa Lucia di Piave dopo una vita completamente spesa nell’amore e nel servizio a Dio, alla Chiesa e ai fratelli, particolarmente ai più poveri. Ha ricoperto molti incarichi dirigenziali nella nostra diocesi vittoriese nell’ambito vocazionale, catechistico e dell’assistenza ai fanciulli bisognosi. Si devono a lui, fra l’altro, la Tipografia del Seminario e il negozio Arredi sacri a Vittorio Veneto, le colonie di Caorle e di Nebbiù nel Bellunese e la costituzione dell’Istituto Casa diocesana. Ma il suo sogno restava quello di diventare missionario, così nel 1972 ottenne il permesso dal vescovo Antonio Cunial di partire missionario per il Brasile, ove rimase fino al 1994.
In continuità con la sua opera missionaria avviò in diocesi, una volta rientrato all’età di 83 anni, l’iniziativa “Adozioni a distanza” che strutturò definitivamente nel 2002 con la fondazione dell’Associazione volontari di solidarietà (Avs) che ha sede in Colle Umberto. Questa in breve la sua vita. Noi però vogliamo ricordare come era don Igino nella sua quotidianità specialmente negli ultimi anni, la sua accettazione serena della dipendenza causata dalla sua malattia. Il suo totale abbandono in Dio lo portava spesso a ringraziare di non possedere nulla che lo tenesse legato a questa terra. E don Igino è morto come più desiderava, povero e bisognoso di aiuto in tutto.
Don Igino Facchinello è stato per noi un testimone fedele dell’amore al Signore, nostro Salvatore. Egli è entrato nella nostra vita di coppia e di famiglia in un periodo particolare, ci ha accompagnati in un cambiamento interiore e in un’apertura verso il prossimo senza riserve. Per alcuni anni lo abbiamo incontrato ogni mese: per noi era ossigeno spirituale. Vogliamo perciò dire grazie al Signore per quest’uomo, chiamato ad essere sacerdote nella sua Chiesa, e che per noi è stato suo messaggero. Egli ci ha anche trasmesso la fiducia nella divina provvidenza e ci ha insegnato a coltivare la semplicità e l’abbandono al Signore “come un bimbo in braccio a sua madre”.
Ci diceva sempre “non abbiate paura di quello che il Signore vi chiede, perché Lui stesso vi donerà la grazia e l’amore per fare ogni cosa. Tutto può divenire dono, anche le sconfitte. Fate tutto per amore al Signore”.
Se guardiamo a come è vissuto questo sacerdote e a come ha atteso l’incontro con il suo Signore, il nostro cuore si riempie di gioia e gratitudine per quello che il Creatore ha voluto compiere in don Igino. Come sposi cristiani ci auguriamo che sempre più cresca il dialogo fraterno e la collaborazione con i nostri sacerdoti, perché il mondo possa vedere l’amore di Cristo per la sua Chiesa.
Fiorino ed Elda