da "L'Azione" di Domenica 28 febbraio 2010 - pagina 10   

Sono trascorsi già dieci anni da quando don Mario Battistella ci ha lasciati per vivere, come ha scritto nel suo testamento spirituale, “in pienezza... insieme a tante persone buone”.
Il suo ricordo però non si è affievolito, perché gli insegnamenti, le battute, le sonore risate, le parole di incoraggiamento o di ammonimento riecheggiano continuamente nella nostra quotidianità personale e familiare.
Con don Mario abbiamo avuto la grazia di condividere un lungo e significativo periodo di vita: è stato un dono speciale divenuto sempre più prezioso a mano a mano che la reciproca conoscenza si approfondiva.
Incontrato nel lontano 1973 durante gli appuntamenti mensili, le lectio e i campiscuola del Movimento lavoratori di Azione cattolica, fra noi si stabilì subito un sentimento di simpatia e poi di amicizia, intensificatosi fino a raggiungere l’apice negli anni della maturità.
Nei numerosi e gioiosi momenti trascorsi insieme, si diceva fortunato per il fraterno legame che lo univa a noi e ad altri laici perché, a suo dire, il confronto, il sostegno e l’affidamento l’uno all’altro che ne scaturiva permetteva e favoriva la piena realizzazione della sua vocazione di sacerdote. “Con voi laici sono diventato più prete!” ripeteva spesso.
Don Mario aveva fondato la vita e il suo ministero sulla Parola di Dio.
Ogni giovedì sera un buon gruppo di aderenti al Movimento lavoratori si incontrava nella sua casa di Castello Roganzuolo per leggere, commentare e calare nel quotidiano le letture e il Vangelo della domenica.
Dopo il momento di silenzio ci invitava a condividere ciò che la Parola suggeriva; con una grande capacità di mettere ogni persona, anche la più timida, a proprio agio, valorizzandone il pensiero.
Ci colpivano particolarmente le sue riflessioni che avevano al centro un Padre misericordioso sempre pronto ad accoglierci, sostenerci, accompagnarci e, nei momenti di maggior difficoltà, a portarci in braccio, a donarci la gioia del suo perdono.
Non è un caso se nel “suo” Padre Nostro, scritto nei giorni faticosi, ma pieni di grazia della malattia, si manifesta questo Padre misericordioso che don Mario ha sempre predicato, ma soprattutto testimoniato come uomo, come prete, come confessore.
Don Mario è stato un dono speciale e gioioso anche perché sapeva farsi piccolo con i piccoli, umile con gli umili e compagno di strada premuroso di tante persone.
Ci piace ancora ricordarlo nei cortili di casa Giralba e di casa Cimacesta ad Auronzo, in mezzo a tanti ragazzi che lo rendevano partecipe delle gioie o delle difficoltà che vivevano nei campiscuola; in cucina quando scambiava qualche battuta di affettuosa riconoscenza con il personale; nei sentieri di montagna sempre pronto ad incoraggiare bambini e adulti che faticavano a raggiungere rifugi e mete stabilite.
Condividiamo con lui il “grazie” al Signore per averlo conosciuto, stimato, amato, certi che, come ce l’ha promesso negli ultimi giorni della sua vita, è sempre con noi.
Annamaria e Claudio Betto

Abbiamo conosciuto don Mario quando eravamo giovani; ci ha accompagnato al matrimonio e condiviso con noi i momenti belli o meno della nostra vita di coppia. Di lui possiamo dire che era un amico speciale, sapeva ascoltare, parlare e consigliare in maniera discreta e sincera. Anche durante la sua malattia aveva un sorriso e una parola gentile con tutte le persone che andavano a trovarlo. Lui ci ha insegnato ad apprezzare l’amicizia, quella vera, la famiglia e il vivere insieme e per noi ogni volta che veniva a pranzo era un momento di gioia. Abbiamo un ricordo particolare a un mese dalla sua morte, era il primo gennaio 2000, al mattino siamo andati a trovarlo in ospedale, si era appena svegliato dal coma, ci ha accolto con sorriso e subito raccontato che la cosa più bella dopo il suo risveglio è stato vedere tutti i suoi fratelli attorno al letto. Lì abbiamo avuto la conferma che per don Mario la famiglia, gli amici erano un dono speciale. Siamo stati fortunati di averlo conosciuto. Anche ora tante volte il nostro pensiero va a lui e lo ringraziamo per tutto quello che ci ha trasmesso.
Una coppia di amici