
Una lettrice di Cordignano ci ha inviato questo ricordo del sacerdote missionario Gildo De Martin originario di Cordignano. Nato a Cordignano il 13 aprile 1921, don Gildo entrò giovanissimo nella congregazione di don Guanella. Venne ordinato il 31 maggio 1947 nel duomo di Como. Nei successivi vent’anni svolse il servizio pastorale a Roveredo (Svizzera), Fara Novarese, Roma, Lecco, Trecenta, Bologna, Agrigento, Milano. Il 21 febbraio 1969 venne nominato missionario-parroco degli emigrati italiani in Coira (Svizzera), ministero che ha svolto fino alla morte, avvenuta il giorno di Natale del 2003. Ora riposa nel cimitero di quella città.
Don Gildo ha veramente dedicato una vita agli emigrati italiani nei Grigioni. Arrivato a Coira nel dicembre 1969, per trentaquattro anni ha accompagnato con dinamismo, dedizione e grande amore il secondo flusso dell’emigrazione italiana.
Lo ricordiamo quando si recava alla stazione di Coira all’arrivo dell’ultimo treno da Zurigo per offrire la sua assistenza e, molte volte, il suo alloggio ad eventuali emigranti italiani in arrivo; oppure quando portava il suo festoso saluto e fraterno messaggio ai lavoratori, italiani e non, sui cantieri, nelle gallerie e nelle baracche; quando giornalmente visitava i degenti italofoni negli ospedali cittadini portando in dono i suoi tradizionali dolcetti accompagnati da una parola di conforto.
La sua tavola e la sua casa erano sempre aperte a tutti. Non esiste casa di emigranti a Coira e dintorni che non abbia avuto il piacere di una sua visita per portare un messaggio di gioia, di amore e di speranza; come non ci sono state feste della comunità italiana nelle quali don Gildo non abbia portato il suo cordiale saluto e augurio.
Indimenticabile resta la notte di Natale dopo la messa alla chiesa di San Lucio, quando sul sagrato della stessa offriva agli infreddoliti fedeli il suo “particolarissimo” caffè di Santa Barbara, che in effetti era caffè bollente con tanto rum. Una manifestazione di grande amore e socialità, visto che tutti si intrattenevano con grande piacere in uno spirito di grande fratellanza. L’ultimo triste Natale, triste per la scomparsa di don Gildo, non cancellerà mai tutti i momenti lieti che lui ha saputo mirabilmente offrirci.
Gianpaolo Galgani
Giuliano Racioppi