Sono passati ormai due anni da quando il nostro amato don Antonio Baccichetti ci ha lasciati. Era il Giovedì santo quando il Signore lo prese con sé per sempre. Noi, assieme al suo ricordo, custodiremo gelosamente ciò che ci ha insegnato e donato durante la sua missione pastorale nella nostra parrocchia.
“Don Tonin”, così lo chiamavamo affettuosamente, era arrivato ad Arfanta nel settembre 1987 ed esattamente dopo tre anni, ormai settantenne, decise di ritirarsi, diventando il nostro parroco emerito e collaboratore prima del compianto don Lorenzo e, poi di don Angelo.

Uomo sempre mite, generoso, disponibile, appassionato di ricerche storiche, autore di molti libri sulla storia di Arfanta, dalle sue origini (ricordiamo in particolare le tanto amate “Ipotesi sul toponimo Arfanta”, le storie dei vari dipinti presenti nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo e dei vari capitelli, alcuni dei quali, da lui ristrutturati, con grande orgoglio e dedizione). Era anche molto legato ai ragazzi, soprattutto quelli da lui battezzati, e agli anziani, dei quali chiedeva sempre notizie. Un uomo prima che un parroco, disposto all’ascolto, al dialogo, e anche per questo ben voluto da tutti, grandi e piccoli.
Riusciva ad attirare l’attenzione di tutti i fedeli grazie alla sua cultura che emergeva soprattutto durante le omelie e faceva esclamare: “Che bello ascoltarlo!”.

Tanto ha seminato nella nostra piccola comunità in più di vent’anni: ha sempre posto l’attenzione sull’unità dei fedeli in un’unica chiesa, sulla cura dei particolari durante le liturgie, sull’esortazione a non mollare, a continuare a credere, anche quando risulta difficile.

Di una cosa andava però particolarmente fiero, l’annuale “Convegno degli arfantesi”, manifestazione da lui fondata, al suo arrivo, che riunisce insieme, nel corso dei tradizionali festeggiamenti patronali di San Bartolomeo, arfantesi di ieri e di oggi che per mille motivi hanno dovuto abbandonare Arfanta. Ad esso è legato, a doppio filo, il Gruppo ricreativo, da lui sempre sostenuto. In queste occasioni, egli non faceva mai mancare un piccolo libro che raccontasse la storia del nostro piccolo paese e i suoi mutamenti nel corso degli anni.

Restauratore appassionato dei nostri molti capitelli, tra i quali ricordiamo quello di San Gaetano a Costa di Là, «sistemato anche grazie alle opere dei parrocchiani» diceva.

Era anche molto orgoglioso di far parte della redazione di “Voce Amica”, bollettino bimensile interparrocchiale nel quale non faceva mai mancare un suo articolo.

Negli ultimi anni, anche se malato, nel suo lento incedere, non ha mai fatto mancare il suo appoggio e la sua disponibilità anche se faceva fatica e le sue condizioni di salute tenevano noi tutti in apprensione.

Porteremo sempre nel cuore il ricordo di un pastore dalla fede semplice, umile, appassionata, autentica, unita a un grande amore per Arfanta. Promettiamo di custodire gelosamente ciò di cui don Antonio ci ha fatto dono nella speranza che porti buoni frutti.
 

Valentina Resera
Arfanta