Don Vittorio Bernardi fu per 35 anni arciprete-parroco a Revine, dal 1930 al 9 febbraio 1965, giorno della sua morte. Era stato un pastore vigilante e amoroso. Legato con un filo d’oro ai suoi parrocchiani, tanto poveri e distinti per il loro buon cuore.
Fu un pastore dal grande cuore, non solo per la mensa ai poveri che aveva realizzato, ma anche per la sensibilità di un buon padre che con gli emigranti e i soldati in guerra seppe mantenersi in modo epistolare in collegamento con tutti.
Perfino alle famiglie più in difficoltà, pagò lui stesso il viaggio perché potessero trovare un lavoro all’estero.
Si è veramente speso per la sua gente e la sua chiesa di Revine che lui stesso fece allungare e abbellire.
Ai suoi funerali ci fu la dimostrazione più bella e significativa resa a un sacerdote umile, pio, povero.

Era nato a San Polo di Piave il 13 luglio 1895 ed ora riposa nella chiesa di Revine. Tutti lo ricordano ancora non solo per il suo carattere forte ma anche per la sua bontà, tanto che qualche tempo fa proprio a lui in paese è stata dedicata anche una piccola piazzetta.
Don Ezio Segat

Così ricordavamo sull’Azione don Bernardi in occasione dell’inaugurazione della piazzetta a lui intitolata a fine dicembre 2007

Sacerdote, e solo sacerdote. Questo fu don Vittorio Bernardi, arciprete di Revine dal 1930 fino alla morte avvenuta nel 1965. Un prete ruvido nei modi ma di gran cuore, che i revinesi non hanno dimenticato. Prima decisero di rendergli omaggio trasportando la sua salma dal cimitero alla chiesa arcipretale, ora dedicandogli una piazzetta da poco sistemata nel centro storico del paese. A lui si devono l’ampliamento della parrocchiale e l’“invenzione” del presepio e della passione viventi. Curò la corrispondenza con i soldati partiti per la guerra e con gli emigranti. A molti di loro pagava il viaggio. Aiutò economicamente i poveri e gli indigenti e quando morì non aveva nemmeno un vestito!