Monsignor Lorenzo De Conto lo ricordiamo come un sacerdote sempre sorridente e disponibile verso tutti, che portò nella nostra comunità parrocchiale “aria fresca e nuova” coinvolgendo maggiormente i parrocchiani durante le celebrazioni.
Aveva sempre uno sguardo speciale verso i chierichetti, facendo particolare attenzione nel curare la preparazione della messa con loro; insegnava ai bambini l’importanza di fare bene i gesti come la genuflessione (col ginocchio che tocca terra) ma anche nei piccoli particolari estetici come la vestizione: non perché ci tenesse particolarmente alla moda ma amava l’ordine, sinonimo di “ordine morale”.
Veniva sempre ricompensato vedendo la chiesa piacevolmente piena la domenica, anche se a volte, quasi senza accorgersene, recitava alcune parti della messa in latino.
Le sue omelie, semplici, chiare e sempre positive, erano per tutti uno stimolo alla vita cristiana di ogni giorno.
Era una persona molto sensibile nel cogliere le difficoltà delle famiglie, la benedizione delle case era l’occasione per incontrare le persone in modo diretto e, in alcuni casi, rifiutava con decisione le offerte che gli venivano poste.
Era sempre presente nei momenti di sofferenza familiare del corpo e dello spirito, ma anche in quelli di festa comunitari oltre a prestarsi come “supplente” delle catechiste quando fosse necessario.
Aveva sempre una parola buona per tutti, però, allo stesso tempo, con sincerità e dolcezza sapeva correggerci quando sbagliavamo.
Per spronarci a collaborare alle attività comunitarie il suo motto ci sarà sempre di esempio: “Chi fa può anche sbagliare, chi non fa sbaglia sempre”.
Ricordiamo con piacere il rosario recitato con lui presso i cortili delle abitazioni o la chiesetta di San Felice.
Riusciva a trasmetterci alcuni suoi principi fondamentali quali il rispetto e la stima nei confronti dei suoi superiori come il vescovo o il papa.
Non sapeva nascondere la propria fierezza di compiere gli anni lo stesso giorno di papa Benedetto XVI e proprio il suo ultimo compleanno lo festeggiò il giorno di Pasqua vantando la triplice festività!
La sua presenza sincera, affidabile, umile, disponibile e soprattutto semplice lo rendevano uno di noi, un membro della nostra famiglia!
Quando è mancato, il 21 aprile 2006, ci siamo accorti di quanto fosse stata importante la sua presenza per tutti noi, è stato amico, fratello, padre e anche nonno, ma siamo consapevoli del grande dono che ci ha fatto il Signore nell’avercelo fatto incontrare.
Grazie don Lorenzo.
La comunità parrocchiale
di Saccon di San Vendemiano