
da L'AZIONE di domenica 13 dicembre - pagina 10
La novità è di qualche mese fa, ma finora è passata un po’ sotto silenzio. Eppure per la nostra Chiesa diocesana ha un significato non da poco: la Pastorale familiare è stata affidata dal vescovo Corrado a un sacerdote, don Pierpaolo Bazzichetto, e a una coppia di sposi, Ubaldo e Brunella Vaglieri. Tecnicamente don Pierpaolo e i Vaglieri sono “con-direttori” dell’Ufficio per la Pastorale familiare mentre don Pierpaolo è anche delegato vescovile per la Pastorale familiare. «Un bel segno di riconoscimento per i laici, un’attuazione concreta di ministerialità laicale. Ci è piaciuto, in particolare, il modo scelto dal Vescovo per chiederci la disponibilità a questo incarico: con molta semplicità è venuto a trovarci a casa» commenta Ubaldo.
Il primo pensiero della nuova équipe è per don Roberto Camilotti: «Siamo grati per tutto quello che ha fatto in questi anni come vicario per la pastorale familiare, in particolare per la valorizzazione dei laici nella Commissione famiglia. Noi ora ci muoviamo in continuità con quanto lui ha realizzato».
Ubaldo e Brunella per lungo tempo sono stati strettissimi collaboratori di don Roberto, e da tre anni erano ufficialmente suoi collaboratori. «Negli ultimi anni – raccontano – è molto cresciuta, per responsabilità e capacità di progettare, la Commissione famiglia, composta da una trentina di persone. Quest’anno abbiamo deciso di dare vita ad alcune sotto-commissioni che si occupano di temi precisi».
Per don Pierpaolo il nuovo incarico è stato una sorpresa. «Ho coltivato una certa sensibilità per le tematiche familiari prima frequentando a Sacile il corso del consultorio per consulente familiare e poi come responsabile per la pastorale familiare della forania di Conegliano – racconta –. Ma quando mi è stato proposto il nuovo incarico ho avuto delle titubanze, anche perché ho già la parrocchia e l’impegno foraniale. Mi tranquillizza il fatto di avere al mio fianco Ubaldo e Brunella, che portano con me la responsabilità dell’Ufficio e condividono il discernimento e la programmazione».
La coppia, le separazioni, le convivenze
Nell’anno pastorale in corso la prima attenzione dell’Ufficio famiglia è per il matrimonio, inteso nella sua dimensione umana come avventura da rischiare e nella sua dimensione di fede come vocazione da rinnovare. Questo sarà anche il tema dell’annuale convegno in programma il 7 febbraio. Interverranno il vescovo Corrado, che aiuterà le coppie a cogliere e vivere il proprio carisma nella Chiesa, e la psicologa Monica Guarise, che si soffermerà su aspetti antropologici.
La seconda attenzione è per le coppie in difficoltà: proseguono a San Giacomo di Veglia e Vidor i momenti mensili di preghiera con e per le famiglie ferite ed è allo studio un progetto con i quattro consultori cattolici e l’ufficio giuridico della diocesi per dare vita a una pastorale di accompagnamento «che ha senso se viene condivisa e realizzata nelle singole parrocchie» sottolinea don Pierpaolo.
Uno dei modi in cui la Chiesa già si affianca alle coppie, aiutandole nella loro maturazione e anche nel superamento dei momenti più difficili, è il gruppo-famiglie. «Non abbiamo un quadro completo dei gruppi esistenti in diocesi – afferma Ubaldo – ma il fatto che i sussidi diocesani siano stati venduti molto velocemente testimonia che questi gruppi sono una realtà presente e viva».
Resta aperto il tema delle convivenze. La media dei fidanzati che arrivano al matrimonio cristiano dopo un periodo più o meno lungo di convivenza si aggira sul 50%, con punte del 70%. «Dobbiamo inventare modalità per incontrare i conviventi, armonizzando carità e verità. È anche questione di linguaggio da rivedere» spiega Ubaldo. «È necessario interrogarci sul perché delle convivenze – aggiunge don Pierpaolo –, sulle ragioni culturali e sociali che ci stanno dietro». In questo senso è auspicato un lavoro comune con la Pastorale giovanile poiché, stringi-stringi, il problema è sempre quello della crescente difficoltà dei giovani a fare scelte definitive.
Federico Citron
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