
da L'AZIONE di domenica 27 dicembre 2009 - pagina 16
RICHIESTO ALLA REGIONE VENETO UN AUMENTO, ANZICHÉ TAGLI
Dopo il “taglio” dei contributi statali, per le scuole dell’infanzia paritarie si è materializzata la prospettiva di tagli anche dei contributi regionali.
Mentre il Consiglio regionale del Veneto si appresta a discutere ed approvare la Finanziaria 2010, un gruppo di rappresentanti dei genitori e delle scuole dell’infanzia hanno voluto portare a Venezia la loro denuncia-appello, per chiedere che, anzichè tagli, la Regione provveda a raddoppiare almeno i capitoli di bilancio destinati a questo servizio per la prima infanzia, reperendo altri 10-15 milioni di euro per il 2010.
«Offriamo un servizio sociale ed educativo al 70 per cento delle famiglie venete con bambini di età inferiore ai 6 anni - hanno spiegato Nicolò Franzoia, consigliere Fism, e don Fernando Fiscon, parroco padovano e animatore del Comitato per la scuola paritaria - ma nonostante le nostre scuole offrano un servizio pubblico parificato alla scuola statale, il Governo nazionale taglia i suoi contributi del 25% quest’anno e del 40% per il prossimo anno mentre la Regione Veneto si limita ad elargire appena 14 euro al mese a bambino. Di fronte al sensibile incremento dei costi fissi e del personale, le nostre scuole saranno costrette ad aumentare sensibilmente le rette, a discapito delle famiglie, oppure a chiudere i battenti».
É stato fatto notare che la quota di contribuzione della Regione è sempre la stessa dal 2001. E preoccupa assai la riduzione messa in cantiere: mentre nel 2008 erano stati assegnati 42 milioni di euro, nel 2009 sono stati ridotti a 37 milioni, ed ora nella bozza per il 2010 ne sono previsti 31.
«È evidente - chiede Ugo Lessio, presidente veneto della Fism - che, qualora non vi fossero adeguati riscontri, le scuole paritarie rischiano il collasso ovvero, come è stato scritto, si attuerà l’eutanasia del sistema paritario». FP
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