da L'Azione di Domenica 21 febbraio - pagina 10
SI E' DISCUSSO DEL FUTURO DELLA DEMOCRAZIA
Si è conclusa venerdì 12 febbraio, all’auditorium Toniolo di Conegliano, la 7ª Settimana sociale della diocesi, promossa dalla Pastorale sociale, dall’Azione cattolica, dalle Acli, da L’Azione e dal Movimento Focolari. Quest’ultimo incontro è stato tenuto dal vescovo Alessandro Plotti, già vicepresidente della Cei e arcivescovo emerito di Pisa. Ha illustrato il tema generale della Settimana, la democrazia per il bene comune, in relazione con la fede cristiana. È stato un intervento vibrante che ha scosso l’assemblea. Il mercoledì precedente, a Oderzo, c’è stato un confronto tra il politologo Paolo Feltrin e il filosofo Antonio Da Re sui punti fondamentali per un rinnovamento della democrazia per la quale bisogna cercare nuove regole, ma anche suscitare comportamenti più adeguati nella società civile. Mentre nella serata di lunedì, il sociologo Mauro Magatti, ha messo in luce l’insoddisfazione che si coglie nel mondo riguardo al funzionamento dei regimi democratici in seguito ai grandi cambiamenti in atto.
La partecipazione è stata soddisfacente in tutte e tre le serate, segno che questi problemi sono sentiti anche nelle nostre comunità e c’è l’esigenza di affrontarli adeguatamente.
Perché la Settimana porti frutti concreti nelle nostre comunità, proponiamo una serie di impegni che possono essere oggetto di ulteriore approfondimento e assunzione pratica nei consigli parrocchiali, nelle associazioni e nei momenti formativi comuni.
Mozione conclusiva della 7ª Settimana sociale “Democrazia per il bene comune”
La riflessione sulla democrazia sviluppata nelle serate di questa 7ª Settimana sociale impone una sintesi. Per quanto parziale rispetto alla ricchezza degli spunti e delle indicazioni emersi, essa intende proporre un’assunzione di impegno concreto della Chiesa vittoriese in tutte le sue persone e in tutte le sue espressioni intorno a problematiche e situazioni che toccano la vita di ciascuno di noi, l’organizzazione delle nostre comunità e il dispiegarsi della vita sociale in questo territorio e nella più grande società di cui siamo parte.
Il tema della democrazia può far pensare immediatamente alle grandi questioni della politica, alle nostre istituzioni pubbliche e al loro funzionamento, a questioni difficili che ci riguardano, ma lontane dalla nostra responsabilità e dalla nostra capacità di intervento. A ben vedere, invece, la democrazia coinvolge piani di vita distinti, ma legati tra loro, che ci coinvolgono tutti come persone e come cittadini.
Lo stile personale di vita
- I valori della democrazia devono rispecchiarsi nello stile di vita personale e nella qualità delle nostre relazioni con gli altri;
- Il rispetto reciproco, il riconoscimento dei diritti, del ruolo e della funzione di ognuno, l’assunzione dei doveri, l’atteggiamento di ascolto, la disponibilità alla collaborazione definiscono ciò che è essenziale in un rapporto interpersonale democratico;
- La costruzione di questi tratti della personalità si insegna e si impara in famiglia, nella scuola, sul posto di lavoro, e deve essere obiettivo prioritario per chiunque ha responsabilità formativa: genitori, insegnanti, animatori di gruppo...
La qualità della vita associativa e di gruppo
- Nelle nostre comunità sono numerose le associazioni e nascono sempre nuovi gruppi promossi da svariati interessi: culturali, ecclesiali, di servizio sociale, sportivi, ricreativi e per il tempo libero; possono essere questi altrettante cellule della società in cui si sperimenta lo stile democratico, ci si esercita nel confronto delle idee, matura la disponibilità al servizio gratuito, ci si prepara all’assunzione di impegni sociali e politici;
- La partecipazione a questi gruppi aiuta a superare la logica della semplice “delega” e soprattutto l’atteggiamento di rassegnata assuefazione sempre più diffuso.
L’esempio della comunità cristiana
- La “comunione ecclesiale” è il valore sul quale misurare la nostra presenza “corresponsabile” nella Chiesa; non è facile viverla, ad essa ci si avvicina anche attraverso alcune dinamiche proprie dell’agire democratico;
- Gli organismi di partecipazione (i consigli parrocchiali, foraniali e diocesano) testimonino nel loro funzionamento i valori fondativi della democrazia, che affondano le radici nel messaggio cristiano;
- Il loro rinnovo, che si compirà quest’anno, sia fatto con tutto l’impegno in modo che siano, oltre che strumenti di comunione, anche luoghi privilegiati di formazione alla partecipazione;
- Si avviino nelle nostre comunità iniziative per capire quanto accade nella società in cui viviamo e conoscere l’imponente patrimonio della Dottrina sociale della Chiesa;
- All’impegno promozionale si affianchi quello di vigilanza ed eventualmente di denuncia nei confronti di scelte e impostazioni che minano i fondamenti di una società democratica.
Dentro le istituzioni
- “Impegnarsi per il bene comune è prendersi cura delle istituzioni che strutturano giuridicamente, civilmente, politicamente, culturalmente il vivere sociale”: così scrive Benedetto XVI nell’enciclica “Caritas in veritate”;
- Il servizio nelle istituzioni pubbliche è “alta testimonianza di carità”;
- Le ragioni della fede rafforzino l’impegno di preparazione, la capacità propositiva e l’attenzione vigilante di fronte ai fatti della vita civile;
- Promuovere la democrazia e denunciare con fermezza ogni insidia che ad essa viene arrecata è dovere primario.
Un vescovo africano in questi giorni ha detto: «Coltivo un sogno: che la democrazia si realizzi nel mio paese». Che ognuno di noi abbia e coltivi il suo piccolo e concreto “sogno di democrazia”.
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