di Facchin Michele - Villapiana di Lentiai (Quinta elementare)
- Nonna, nonna, mi puoi raccontare qualcosa della via Claudia Augusta Altinate? - domandai alla nonna - Oggi a scuola è venuto un signore che ce ne ha parlato e ci ha detto che anche i nostri nonni la percorrevano, ma non sapevano che al tempo dei Romani era stata una strada molto importante: loro la chiamavano semplicemente “Salt de Maren. Tu l'hai mai percorsa?
Lei iniziò a raccontare: “Avevo 10 anni ed ero al Boz, dove portavamo al pascolo le mucche per i mesi estivi. Mi divertivo tanto a giocare... Verso settembre decisi di andare ''alle basse'', cioè verso Treviso, con mio fratello di 8 anni e un'amica della mia stessa età che si chiama Nazarena. Nazarena aveva una sorella più grande sposata che abitava a Miane.
Partimmo che era ancora buio, alle 4 di mattina, per il sentiero di ''Canidi'', ero molto stanca e per svegliarmi mi avevano letteralmente buttata giù dal letto. Il sentiero affiancava i ''Salt de Maren'', però era meno pericoloso e per questo era usato anche per gli scambi degli animali e il trasporto di vino e viveri con muli. Dopo varie soste e tanta fatica arrivammo a Miane e andammo a trovare la sorella di Nazarena. Finalmente ci riposammo, mangiammo a sazietà e le consegnammo il burro e il formaggio, dono dei genitori. Poi andammo nei vigneti a raccogliere fichi ed uva in allegria, riempimmo le piccole gerle che avevamo con noi. Ci avviammo, molto stanchi, per la via del ritorno, ma arrivammo alle 11 di notte, con le palpebre pesanti e le gambe “morte”, perché la salita era più faticosa.”
Mia nonna mi raccontò che ai piedi avevano le ''dalmede'', degli zoccoli di legno, che però toglievano quando il sentiero era più difficoltoso.
Poi alla nonna venne in mente un'altra storia, che ascoltai con grande interesse.
Si ricordava che, quando era piccola, un signore di nome Giovanni Capia, che abitava a Miane, aveva una sorella sposata, che abitava a Villa di Villa. Lui suonava la fisarmonica molto bene e con il suo strumento portava allegria suonando durante le feste. Veniva nel Bellunese, faticando un pochino, salendo per i ''Salt de Maren'' a piedi, con la fisarmonica in spalla. Per l'occasione si fermava dei giorni dalla sorella e tutti erano felici; poi al ritorno scendeva per mezzo di una teleferica con un bastone per freno ed un seggiolino rudimentale.
La discesa era lunga e pericolosa, ma molto coraggiosamente ce l'ha sempre fatta a tornare a casa sano e salvo ed è vissuto, per sua fortuna, fino a 90 anni.
“Belle - esclamai io - le storie che mi hai raccontato! Ma davvero succedevano queste cose? Mi sembra quasi impossibile!”
“Mi fa piacere che ti siano piaciute. - rispose la nonna, poi aggiunse - Eh sì, la vita di allora era tanto diversa.”
“Sai, mentre raccontavi, ho immaginato le situazioni, i personaggi e tutto quello che accadeva e mi sembrava quasi di vivere io quelle situazioni! Mi sono proprio ''divertito'' ad ascoltarti!”
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