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Cattolici, libertà e bene comune nel segno del Toniolo

Successo per la Giornata DSC del 7 luglio a Pieve di Soligo.

Cattolici, libertà e bene comune nel segno del Toniolo

Un tempo nuovo di pensiero e azione per i cattolici italiani, per la libertà e il bene comune, a partire dalle radici di una grande storia di solidarietà e cooperazione. Arrivano da Pieve di Soligo, dalla terra dove il Beato Toniolo ha voluto essere sepolto, il messaggio e l’appello da parte di promotori, relatori  e partecipanti della Giornata DSC del 7 luglio, svoltasi come anteprima del Festival della Dottrina Sociale 2018, sul tema “La sfida della libertà e l’amore al bene comune”.                                                                                                                    

Un seminario estivo di respiro nazionale, alla fine, che nella bella loggia gremita di Villa Brandolini a Solighetto ha visto riunite tante persone provenienti da varie parti d’Italia per dialogare sull’attualità e il futuro del nostro Paese nel segno del grande economista e sociologo cattolico, proprio nell’anno del Centenario della morte di Giuseppe Toniolo. L’iniziativa è stata promossa da Istituto Diocesano “Beato Toniolo. Le vie dei Santi” e Comitato “Toniolo 100” nella diocesi di Vittorio Veneto, unitamente a Festival DSC, Gruppi DSC – Essere lievito nella società e Fondazione Segni Nuovi, con il contributo del Comune di Pieve di Soligo, in collaborazione con Qualbuonvento.com  e con l’adesione dell’associazione “Vita Nuova”, del movimento “Servire l’Italia” e della rete “ItaliaInsieme.eu”.

L’apprezzamento è arrivato innanzitutto dalle istituzioni, a cominciare dal saluto di stima e benvenuto del sindaco Stefano Soldan e dalla lettera che il presidente del Consiglio Regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, ha inviato agli organizzatori, giustificando la sua assenza per inderogabili impegni istituzionali fuori regione.  Sottolineando il ruolo “controcorrente” dei cattolici nell’attuale stagione, e citando il magistero di vari Pontefici sulla necessità della “carità nella verità”, Ciambetti li ha invitati ad affrontare il “rischio della libertà” citato da San Giovanni Paolo II nel 1995 alle Nazioni Unite, non senza aver espresso il proprio rammarico per la stagione negativa della crisi del sistema delle banche popolari del Veneto che ha tradito “gli ideali del Beato Toniolo e la nostra storia”.

“Liberi, limpidi, intensi, facendo il bene possibile, con la coscienza sociale che esprime la libertà e la mette in gioco, al servizio di tutti”: così dovrebbero agire i cristiani oggi, guardando alla “grandezza del Toniolo”, secondo il giovane parroco veronese don Davide Vicentini, del gruppo coordinatori Festival DSC.

“Di Giuseppe Toniolo noi abbiamo bisogno, oggi più di ieri – ha sottolineato  il direttore scientifico dell’Istituto “Beato Toniolo”, Marco Zabotti - perché sentiamo tutta l’urgenza, la verità e la bellezza della sua voglia di santità come cristiano laico, del suo pensiero lungo e vitale sulla società e della azione instancabile al servizio della comunità ecclesiale e civile”.                                                                                    

Oggi, dunque, la sfida dei tempi nuovi. Come le affrontano le rappresentanze culturali, economiche e sociali del territorio della Marca Trevigiana, e venete in generale? “Con la consapevolezza orgogliosa della propria storia e ispirazione, e guardando come sindacato e corpo intermedio alla soluzione dei problemi legati ai nuovi lavori, al nuovo welfare, alle protezioni per chi non è garantito” – ha affermato Cinzia Bonan, segretaria generale UST CISL di Belluno – Treviso e consigliere nazionale Cisl, mentre Lorenzo Brugnera, presidente Latteria Soligo e membro del consiglio presidenza Confcooperative Belluno e Treviso, ha raccontato la storia a tratti difficile ma esaltante dei 135 anni di vita della sua cooperativa, oggi “attrezzata  a guardare avanti ricordando sempre il seme della solidarietà che l’ha generata e la ragione fondativa dei “prodotti perfetti” legata a Giuseppe Toniolo”. “La libertà è partecipazione, è promuovere i segni di speranza per un nuovo umanesimo,è gettare ancor oggi seme buono, seme valido, nelle zolle scavate a fondo dall’aratro della storia, come diceva Vittorio Bachelet” – ha osservato Diego Grando, presidente dell’Istituto “Beato Toniolo” e attivo nell’ufficio promozione associativa dell’Azione Cattolica Italiana. Paola Pagotto, presidente della cooperativa sociale “Insieme Si Può” di Treviso, ha ricordato invece le emergenze sociali del nostro tempo, spesso legate al malessere dei giovani,  e l’apporto di servizi e competenze offerto ormai da 35 anni dalla ISP che presiede, radicata nel messaggio tonioliano, con quasi 1300 soci, al 92 per cento donne, di 35 nazionalità diverse. Infine Mario Pozza, presidente Unioncamere Veneto e vice presidente Unioncamere nazionale, ha indicato in “Giuseppe Toniolo il grande interprete e alfiere dei valori della dottrina sociale nel territorio trevigiano e veneto, nel quale la piccola e media impresa, diffusa e moderna, non vive la conflittualità tra titolari  e maestranze ma possiede un’anima solidale che poi si spende nel volontariato e garantisce un sistema sociale di coesione e innovazione, com’è nella sua storia passata e recente”.

Importanti e significativi gli interventi che hanno animato il dibattito: Goriziano Merotto (Cisl/pastorale sociale), Giovanni Palladino (segretario del movimento sturziano Servire l’Italia), Marcello Criveller (presidente cooperativa “Giuseppe Toniolo” e di Federconsumo Veneto), Luciano Finesso (Costruire Insieme), Gianluigi Gigli (ItaliaInsieme.eu, già deputato e presidente nazionale MPV), Giampietro Cardillo (presidente di Servire l’Italia) hanno condiviso la necessità di azioni concrete in campo culturale e sociale e di strategie nuove, a partire dal basso e dai territori, perché i cattolici possano incidere con maggiore efficacia nella trama odierna del bene comune nel nostro tempo. E le conclusioni sono state alla fine nelle parole di  soddisfazione e impegno da parte di tutti i relatori, e nella prospettiva di far seguire presto altri appuntamenti DSC con precisi aspetti tematici e la conferma dell’ottimo metodo del dialogo fra realtà e soggetti rappresentativi della società.                                         

La riflessione si è poi fatta liturgia comunitaria nel Duomo di Pieve di Soligo,  con laconcelebrazione eucaristica prefestiva nel giorno 7, ogni mese dedicato alla memoria e alla devozione di Giuseppe Toniolo, presieduta dal vicario generale della diocesi, mons. Martino Zagonel, presente a tutti i lavori pomeridiani della Giornata DSC  anche in rappresentanza del Vescovo Corrado Pizziolo.

“La sfida per noi non è scappare dal nostro quotidiano – ha affermato all’omelia mons. Zagonel -  ma abitarlo in modo nuovo. E cioè cercando e trovando in esso, nella fedeltà professionale, familiare  e nella ricchezza relazionale, risposte nuove ai problemi del mondo. Si tratta di abitare il proprio territorio e di viverlo come lo spazio unico e irripetibile in cui noi collaboriamo alla costruzione del Regno di Dio”. Al termine del rito, la processione dei fedeli, la recita della preghiera di canonizzazione e la benedizione finale presso la tomba del Beato Toniolo.

La Giornata DSC del 7 luglio si è conclusa con la partecipazione del folto gruppo alla bella festa de La Notte Bianca del Gusto presso la Latteria Soligo, grazie anche alla squisita collaborazione Unpli, nello stile di amicizia,  convivialità e comunità che ha suggellato un evento di incontri e riflessioni davvero prezioso.

  

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