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“Donne con le donne”, dal 14 febbraio ripartono le attività a Casa Fenzi

In oltre due anni di attività il gruppo di auto mutuo aiuto, che fino ad oggi ha avuto sede a Casa Fenderl di Vittorio Veneto, ha avvicinato un centinaio di donne vittime di violenza fisica o psicologica o stalking che qui hanno trovato, condividendo i propri vissuti personali, un punto di ascolto.

“Donne con le donne”, dal 14 febbraio ripartono le attività a Casa Fenzi

Il gruppo di aiuto mutuo aiuto “Donne con le donne” da Vittorio Veneto si trasferisce a Conegliano, nella sala del Museo dell’Arte Bambina a Casa Fenzi. Qui dal 14 febbraio si terranno gli incontri di ascolto gratuiti aperti a quelle donne vittime di violenza, soprusi e angherie che vogliono condividere, con altre donne e alla presenza di una facilitatrice, i propri disagi, il vissuto ma anche le storie di rinascita. Il progetto sarà presentato sabato 3 febbraio, alle 18, nell’auditorium di Casa Fenzi nel corso dell’evento “Generazione H ragazzi e web” con la psicoterapeuta Maria Rita Parsi (ingresso gratuito).

IL GRUPPO. Il gruppo di auto mutuo aiuto “Donne con le donne” è attivo dalla metà del 2015 a Vittorio Veneto e rientra tra le iniziative sostenute dal Coordinamento Volontariato Sinistra Piave. È un gruppo rivolto alle donne che vivono una situazione di violenza domestica o stalking ed è gestito da facilitatrici volontarie.

In questo gruppo le donne vittime di violenza possono esprimersi e condividere la propria sofferenza. «Scegliere il sostegno del gruppo significa recuperare la propria storia per raccontarla, confrontarla e cambiarla insieme con altre donne che hanno vissuto una esperienza simile» spiegano le facilitatrici che fanno rete con le altre realtà ed istituzioni presenti sul territorio, dal Centro Antiviolenza di Vittorio Veneto alle forze di polizia.

I NUMERI. Nei suoi primi anni di attività, “Donne con le donne” ha avuto sede a Casa Fenderl di Vittorio Veneto. Al gruppo in questi oltre due anni si sono avvicinate un centinaio di donne della Sinistra Piave, che comprende i 28 Comuni dell’ex Ulss 7. Il 34% di queste donne aveva tra i 19 e i 39 anni, il 32% era nella fascia 40-49 anni, un 19% aveva un’età tra i 50 e i 58 anni e un 15% tra i 59 e i 65 anni. «Quasi la metà di queste donne, precisamente 45, ha condiviso storie di violenza che si protraevano da 2-3 anni, 25 donne convivevano con episodi di violenza da 4-7 anni, una trentina da 8-10 anni» spiegano le facilitatrici. Le donne italiane hanno rappresentato l’87% dei casi ascoltati da “Donne con le donne”. Solo un 10% di queste donne ha avuto la forza di denunciare, un 35% di lasciare il marito o compagno.

LE STORIE. Maria (i nomi sono di fantasia) ha raccontato che il compagno la picchiava, per motivi futili, con un mattarello da cucina da anni, scegliendo quelle parti del corpo che non erano visibili da altre persone. Per paura di ritorsioni subiva in silenzio, fino a quando ha iniziato a confidarsi con le donne del gruppo.

Luisa, straniera, si innamora di un italiano: le violenze fisiche e psicologiche hanno inizio quando lei rimane incinta. Episodi prima sporadici, poi con il passare del tempo sempre più frequenti. Oggi la figlia è diventata maggiorenne e lei ha avuto la forza, trovato un lavoro, di dire basta alla violenza, trovandosi un monolocale in affitto e aprendo un nuovo capitolo della sua vita.

Anna ha 40 anni e subisce violenza fisica da 6 anni. Il matrimonio per lei è diventato un incubo: casalinga è succube del marito. Ha contattato il gruppo per raccontare la sua storia, non avendo nessuno con cui parlare e confidarsi.

«Le donne che si sono avvicinate a noi hanno trovato la forza di uscire dal clima di violenza per tutelare i figli – testimoniano le facilitatrici del gruppo -. C’è chi riesce ad uscire dopo alcuni anni e chi invece aspetta che i figli siano in una età adolescenziale, perché in questo modo ritengono che siano in grado di capire i motivi della separazione».

COMBATTERE IL SILENZIO. «Combattere il silenzio non è facile: le donne hanno sempre paura di denunciare queste violenze, paura di chiedere aiuto – testimonia il gruppo -. E spesso i loro figli assistono a queste scene di violenza, segnandoli profondamente. Per questo siamo attive anche organizzando dei momenti di sensibilizzazione, come quello del 3 febbraio. C'è bisogno di un profondo cambiamento culturale per modificare le relazioni affettive e di potere tra gli uomini e le donne, affinché siano basate sul rispetto e non sulla prevaricazione e le discriminazioni di un genere su un altro».

Sabato 3 febbraio alle 18 a Casa Fenzi, in via Spellanzon 62, ci saranno l’intervento di Maria Rita Parsi e la presentazione del gruppo “Donne con le donne” (http://www.donneconledonne.it/ ) e delle sue nuove attività a Conegliano. Proprio a Casa Fenzi ha trovato ora casa il gruppo di auto mutuo aiuto che dal 14 febbraio, ogni mercoledì, nella sala del Museo dell’Arte Bambina si ritrova dalle 18 alle 19.30. A disposizione delle donne c’è sempre il numero 366.7299415 con segreteria telefonica sempre attiva. «Un ringraziamento particolare – conclude il gruppo – va al Coordinamento Volontariato Sinistra Piave per il costante appoggio».

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