Attualità
stampa

Niente messe ma la fede non è sospesa

Riflessione di don Giampiero Moret

Niente messe ma la fede non è sospesa

Sabato sera ho celebrato la messa prefestiva della domenica in una cappellina con poche persone, quelle abituate alla messa quotidiana, per le quali era impensabile non potere partecipare alla messa domenicale.

Entravano con aria furtiva, quasi da cospiratori. Siamo ritornati al tempo delle catacombe? No, nessuna persecuzione. Nessuna imposizione violenta. Stiamo solo osservando le indicazioni date dall’autorità civile - giuste o esagerate, nessuno per ora lo sa - in questo tempo di pericoloso contagio. Tuttavia  fa un certo effetto celebrare la messa domenicale, per di più della prima domenica di quaresima, in questo modo.

Domenica con le chiese chiuse, domenica senza messe e con le campane che suonano a vuoto. (Non che nelle altre domeniche si riempissero le strade come succedeva nei tempi passati, però la domenica al suono delle campane si notava qualche movimento di persone verso la chiesa). I nostri fedeli ne sentono la mancanza? Sarebbe un brutto segno se fosse vissuta come una domenica in cui ci si sente sgravati da un peso. Una domenica di liberazione. Facciamo una sincera verifica al riguardo. Può essere un utile test della qualità della nostra fede.

Il Patriarca Moraglia in un messaggio alla diocesi, ha parlato di un forzato “digiuno eucaristico”, sperando che esso faccia risentire la fame di quel Pane speciale.

Forse l’espressione non è corretta: il pane che è il Corpo di Cristo non è un pane che sazia o che ingombra lo stomaco come il pane ordinario, per cui un po’ di digiuno diventa salutare. È un pane che una volta mangiato con fede, dovrebbe far sentire ancora più fame.

Tuttavia ci può essere un effetto spiritualmente salutare anche in questo forzato digiuno. Può rompere la spinta dell’abitudine che fa ripetere le cose in maniera automatica. È il grande pericolo della pratica religiosa abituale che svuota le azioni di senso, rendendole gusci vuoti. Rullo compressore che appiattisce tutto. Uggiosità che spegne ogni fuoco. Intesa così, ben venga anche la sospensione delle celebrazioni. Può farci scoprire come si possa ripetere le grandi azioni ordinarie della liturgia, vivendo ogni volta qualcosa di straordinario.

In ogni caso, sospeso il momento comunitario gestito in prevalenza dal prete, non è sospesa la fede come esigenza personale. Può essere anche una verifica del grado di iniziativa dei nostri laici. Manca la messa in chiesa? Restano le molte eucaristie trasmesse dai numerosi media. Quante famiglie hanno approfittato dell’occasione per raccogliersi, una volta tanto, insieme per partecipare alla messa teletrasmessa? Una occasione ottima per fare quello che normalmente tanti non osano: pregare insieme come famiglia. Quanti hanno preso l’iniziativa di telefonare all’amico credente, con cui normalmente si incontra per le attività parrocchiali, proponendo un piccolo gruppo di preghiera e di riflessione sulla parola?

Insomma, a ben pensarci, anche questa imprevista e dolorosa sospensione, può diventare un tempo propizio. Un tempo di grazia. Una quaresima un po’ speciale.

Don Giampiero Moret

Niente messe ma la fede non è sospesa
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento