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Ottant'anni fa le leggi razziali. E oggi?

La lettera di un nostro lettore.

Ottant'anni fa le leggi razziali. E oggi?

Giusto in questi giorni, 80 anni fa, venivano annunciate e poi promulgate le leggi razziali in Italia, Paese quasi totalmente di battezzati,vcomunicati e cresimati cristiani cattolici... Bambini che un “bel” mattino vennero costretti a raccogliere le proprie cose dai banchi e ad abbandonare per sempre la scuola, e che da quel momento sarebbero stati spesso evitati e cacciati dagli ex compagni di gioco..., tanto per citare un aspetto della barbarie umana che mi commuove particolarmente...

La cosa di cui dovremmo ancora vergognarci come popolo, più ancora di essere stati fascisti, è l’indifferenza; l’indifferenza di chi, pur non abbracciando acriticamente il regime, lasciò crescere nella propria coscienza e in quella dei propri cari l’embrione di un vero e proprio “mostro” intellettuale e morale.

La stessa indifferenza e tolleranza nei confronti del male che anche oggi sta dilagando, magari in maniera più subdola, ma neanche tanto, tra di noi, che continuiamo ad essere per la maggior parte battezzati, comunicati e cresimati cristiani cattolici..., ma che ci siamo ormai abituati ad un’aggressività e ad una violenza verbale (e scritta sui social) che inevitabilmente tendono a sfociare in violenza vera, come è sempre accaduto nella storia.

Abitudine/assuefazione che di evangelico non ha nulla, proprio nulla.

Spero che la nostra Chiesa, attraverso la sua stampa e le sue iniziative, abbia la forza e il coraggio di ricordare a tutti noi di quanto dobbiamo vergognarci per il passato e di come sia possibile che certe tragedie si ripetano. “Il sonno della ragione genera mostri”, ma “la banalità del male” (Hannah Arendt) li nutre...
Stefano Andreetta

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