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Speciale Expo: "Pane quotidiano e disumanità della fame"

Leggi l'inserto a cura dei Settimanali diocesani del Nordest. 

Speciale Expo: "Pane quotidiano e disumanità della fame"

Il 1° maggio si apre a Milano l’esposizione universale“Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Papa Francesco ha ricordato che oggi esiste “il paradosso dell’abbondanza. C’è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare, mentre spreco, scarto, consumo eccessivo e uso di alimenti per altri fini sono davanti ai nostri occhi”. Su questi temi, anche i settimanali del Triveneto propongono alcune riflessioni in questo numero speciale.

L'uomo è ciò che mangia, sosteneva Ludwig Feuerbach un secolo e mezzo fa. E in parte è vero, se si accetta di andare oltre il suo concetto materialista. La persona umana consuma per il bisogno animale di nutrirsi, ma la sua necessità è che quanto mangia sia anche buono da pensare, secondo le intuizioni degli antropologi. Dovendo alimentare la sua anima e non solo riempirsi lo stomaco. Il valore simbolico del cibo è enorme. Si pensi a tutti i tabù alimentari che i fedeli di grandi religioni sono tenuti a osservare. Ebrei, Islamici, Induisti, Animisti rispettano la proibizione di mangiare certe specie animali o vegetali, specificate nei libri sacri. Un aspetto che non tocca invece i cristiani, nelle parole del Vangelo di Matteo: non quello che entra nella bocca rende impuro l’uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l’uomo (15, 10-11). Peccato è la bestemmia contro Dio, abominio è il grido di chi rifiuta il comandamento di amare il prossimo come se stesso, blasfema è la volontà di non nutrire gli affamati, immagini del Creatore di tutte le cose. Sociologi cattolici come Frédéric Le Play, hanno definito gli indirizzi per la società stabile, in quanto capace di soddisfare i due bisogni essenziali dell’umanità: La Legge morale (cioè il Decalogo) e il pane quotidiano (come chiede la preghiera dei cristiani). L’opportunità che ora si presenta con l’Expo di riflettere sul problema alimentare, va utilizzata dunque alla luce dell’intera esistenza umana. Comprendendo non solo il fatto fisico, nutritivo, ma anche le esigenze dei popoli, nel rispetto per le loro identità culturali, sociali e religiose. Il tema dell’Expo 2015 a Milano è: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. E la vita non si esaurisce nel cibo. Lo dimostrano malattie diffuse nelle società del benessere, anoressia, bulimia, che tormentano fino alla morte tanti giovani del mondo occidentale, privati di stabili punti d’appoggio. La disperazione di anime affamate di valori e nutrite solo di vanità, di pensiero effimero, svuotate della fede. Un’iniziativa mondiale di questa importanza assume su di sé il peso di tematiche complesse, tutte riconducibili all’essenza della persona umana. Nel suo contesto culturale. In uno slancio profetico. Per far fiorire i deserti e aprire la visione a nuovi cieli e nuove terre dove abiti giustizia. Con l’impegno di salvaguardare il globo, le sue preziose diversità, nel rispetto della visione comunitaria propria alle identità alimentari locali. Valutando le innovazioni tecnologiche e scientifiche sulla base dell’applicabilità ai vari Paesi del mondo.

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