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VENETO: Covid 19, uno studio sull'andamento futuro dei decessi

Le stime della fondazione Ihme

VENETO: Covid 19, uno studio sull'andamento futuro dei decessi

Da qui in avanti nel Veneto il numero dei morti giornalieri per Covid-19 potrebbe risultare in calo costante tendendo a zero verso la fine di giugno (ieri sono stati 28), cioè fra quattro mesi, e in questo periodo che ci sta davanti, tuttavia, la nostra regione potrebbe registrare, purtroppo, almeno altri millecinquecento decessi, arrivando a 11 mila e cinquecento dall’inizio dell’epidemia. Però esiste un alto margine di incertezza, con un’ipotesi di scenario migliore ma anche con prospettive ben più pesanti.

La fonte da cui ricaviamo queste stime è molto autorevole, si tratta della fondazione americana Ihme che esegue il monitoraggio mondiale sulla pandemia da coronavirus elaborando i numeri ufficiali Stato per Stato, Regione per Regione. E usa i modelli matematici per prevedere che cosa succederà. Abbiamo “personalizzato” i dati relativi ai decessi giornalieri per capire quali sono le previsioni matematiche relative al Veneto, scoprendo una notizia abbastanza buona e una abbastanza cattiva (sulla quale, però, abbiamo un ampio margine di miglioramento). La fonte dei nostri dati è qui. Cerchiamo dunque di interpretarli, con un occhio al grafico: Veneto linea e ombra rossa; Italia linea e ombra nera.

La notizia buona, dicevamo, è che probabilmente la tendenza è in calo, vuol dire che ogni giorno nel Veneto il numero delle persone che moriranno di Covid-19 sarà sempre più basso (linea tratteggiata rossa nel grafico) e il calo avverrà abbastanza lentamente fino al 20 marzo, poi in modo molto più marcato tendendo a zero a fine giugno (non così in Italia – linea tratteggiata nera nel grafico – perché purtroppo è prevista una nuova “gobba” di peggioramento che avrà il suo culmine a fine marzo). La notizia cattiva è che esiste un ampio margine di incertezza per il Veneto: da un lato – e sarebbe molto buono – c’è la possibilità che il calo marcato dei decessi giornalieri inizi subito proseguendo la linea di tendenza che per fortuna si è registrata dall’inizio di gennaio a oggi; d’altra parte c’è invece la possibilità che il numero dei morti torni a salire fino ai valori alti che avevamo nel Veneto a fine gennaio. Su questa incertezza, rappresentata nel grafico dalle ombre rosse per il Veneto, pesano tre elementi soprattutto: la diffusione dei vaccini (che non deve rallentare); la diffusione delle varianti del coronavirus (più contagiose e forse più letali); i nostri comportamenti: dipenderà da noi cercare di continuare con l’uso corretto e costante delle mascherine, con l’igiene delle mani e con il distanziamento. L’ombra rossa del grafico nella suo picco più alto, in altre parole, resterà solo un’ipotesi se continueremo a resistere al virus con comportamenti corretti e se andremo avanti a spron battuto con le vaccinazioni.

Il grafico illustra anche com’è andata dall’inizio. La linea nera dei decessi quotidiani ogni 100 mila abitanti mostra che in Italia la prima ondata ha mietuto molte più vittime che nel Veneto, linea rossa. Poi si è arrivati all’estate scorsa, quando non si registravano più decessi, fino alla nuova impennata di morti, che si è verificata da metà ottobre: Veneto (linea rossa) e Italia (linea nera) all’inizio procedono con la stessa tendenza poi l’Italia migliora e il Veneto è andato avanti invece nella sua drammatica conta quotidiana delle persone morte, che ha toccato il picco alla fine di dicembre mentre l’Italia prendeva fiato già da un mese e mezzo.

Luigi Guglielmi - L'Amico del Popolo

Nella tabella le proiezioni relative ai prossimi quattro mesi; le ombre evidenziano il margine di incertezza. Fonte: IHME

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