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CODOGNÈ: una pietra ricorda i concittadini deportati

Nel 2022 verranno collocate le "pietre d'inciampo"

CODOGNÈ: una pietra ricorda i concittadini deportati

Mercoledì 27 gennaio 2021, in occasione del Giorno della Memoria, l’amministrazione comunale di Codognè ha promosso una cerimonia ristretta in ricordo delle vittime dell'Olocausto, delle leggi razziali, delle deportazioni militari e civili, internati nei campi di concentramento nazisti. Questo momento di raccoglimento ha avuto luogo davanti al Monumento dei Caduti del capoluogo dove, per l’occasione, è stata depositata una pietra commemorativa in onore dei concittadini deportati, alcuni dei quali persero la vita nei campi di concentramento. La pietra, da sempre, viene utilizzata come metafora della sofferenza, del lavoro forzato e, più in generale, della durezza della vita. Lo stesso rito funebre ebraico ne prevede la deposizione sulle tombe in quanto simbolo di permanenza. Ecco perché è stata scelta: per lasciare traccia evidente di quel che è stato e non dobbiamo dimenticare. Ma non solo. Sulla pietra sono stati fissati dei fiori, simbolo di rinascita che, insieme alla targhetta che li accompagna, diventano un monito a ricordare affinché capitoli così bui della storia dell’umanità non si ripetano. Qui, proprio per questo motivo, è stata simbolicamente posta della terra di Auschwitz insieme a quella della scuola media di Codogné."Abbiamo deciso di posizionare questo “segno” visivo e di ammonimento proprio nell'area del Monumento ai Caduti, perché in posizione centrale per tutta la comunità di Codognè, perché già si inserisce in un luogo vocato a stimolare il ricordo, facilmente accessibile - spiega il sindaco Lisa Tomasella -. Inoltre, come ha spiegato il prof. Pucci, nel 1944 proprio nei pressi di questo luogo, tra la Mutera e la peschiera, un gruppo di donne di Codognè fu fatto prigioniero e ammassato. Qui i tedeschi le minacciarono, dicendo loro che sarebbero state deportate nei campi di concentramento tedeschi. Alla fine, al loro posto furono imprigionati due giovani codognesi che, caricati su un convoglio diretto in Germania, riuscirono a buttarsi giù dal treno nei pressi di Tarvisio, riconquistando la libertà. Dai documenti a disposizione sono circa una settantina i codognesi deportati, ma è plausibile che siano molti di più. Tra quelli noti, sono otto quelli che hanno perso la vita, ai quali il Comune dedicherà le pietre d’inciampo che saranno posizionate a partire da gennaio 2022 vicino all’odierno monumento, lungo la pista ciclopedonale, luogo di frequente passaggio e quindi invito alla riflessione e al ricordo". Alla cerimonia hanno preso parte anche don Lucio Marian, il maresciallo dei Carabinieri Marco Florio, il consigliere regionale Roberto Bet, la vicepresidente dell'Associazione Ex Internati Sez. Conegliano Carla Gribaudi, i rappresentanti delle locali associazioni d’Arma (Alpini, Artiglieri, Carabinieri in Congedo, Aeronautica, Bersaglieri, Ex Internati), la Polizia Locale, l'assessore comunale Marijana Maksimovic, la bibliotecaria, la professoressa Laura Busiol e il professor Pier Vittorio Pucci. Il sindaco ha ringraziato l’Istituto Comprensivo e i ragazzi del Consiglio Comunale dei Ragazzi, la ditta di Albina Segat S.a.s. per aver donato la pietra, il concittadino Egidio Saccon per aver dato forma ai bellissimi fiori che adornano il monumento commemorativo, Antonio Celotto, Gianni Caon e Matteo Modolo per aver aiutato nel trasporto della pietra, gli operai del Comune per il prezioso contributo e la ditta BS Medaglie e Incisoria per la realizzazione della targhetta. 

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