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Sermig (Torino): la grandezza di un’opera nata da giovani

La testimonianza di chi ne ha fatto esperienza: un gruppo di Bibano, Godega e Pianzano

Parole chiave: sermig (1), giovani (2), volontariato (1)
Sermig (Torino): la grandezza di un’opera nata da giovani

Dal 29 luglio al 4 agosto, un gruppo di ragazzi di 2a e 3a superiore delle parrocchie di Bibano, Godega e Pianzano è andato a Torino, al Sermig (Servizio Missionario Giovani) di Ernesto Olivero, per un’esperienza formativa, accompagnati da alcuni animatori.

Uno di quest’ultimi, Gioele De Conti, ci ha rilasciato questa breve ma efficace testimonianza: «L’impatto con la realtà del Sermig è - già all’atto di varcarne la soglia – notevole, da tutti i punti di vista: non solo colpiscono l’ampiezza delle strutture e l’estensione della proprietà, ma anche e soprattutto il numero e la diversa provenienza delle persone, le attività, la vita pulsante di quel luogo. Per qualche giorno noi, animatori e ragazzi, siamo stati immersi in un mondo vivace, caotico, quasi a sé stante, intriso di lavoro, di attività, di preghiera. Proprio questo colpisce, all’inizio, durante e dopo l’esperienza: la grandezza di un’opera, di un servizio, nato nel lontano 1964 da alcuni giovani come noi e divenuto, in breve tempo, un centro in grado di aiutare innumerevoli persone in tutto il mondo».

Sermig (Torino): la grandezza di un’opera nata da giovani
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