Editoriale
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LASCIAMOCI ATTIRARE DALL'AMORE DI CRISTO

Gli auguri pasquali del vescovo Corrado Pizziolo

LASCIAMOCI ATTIRARE DALL'AMORE DI CRISTO

«E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Così abbiamo sentito nel Vangelo di qualche domenica fa. E l’evangelista aggiungeva: «Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire».

In questi prossimi giorni torneremo a celebrare e a contemplare l’evento di cui Gesù aveva parlato e che egli portò a compimento sul Calvario, morendo crocifisso tra due ladroni

Una morte del genere - la più crudele e vergognosa prevista dalla legislazione romana - avrebbe dovuto respingere, non attirare. Eppure Gesù sapeva che il modo con cui egli avrebbe concluso la sua vita sarebbe rimasto per sempre segno e strumento di salvezza per tutti. Non era stato semplicemente un tragico incidente quella morte, ma un dono assoluto di amore. Un dono così grande che avrebbe potuto essere realizzato soltanto dall’amore di Dio. Solo Lui, inoltre, avrebbe potuto farlo diventare fonte di risurrezione e di vita per Gesù e per l’umanità.

E infatti Gesù portò a compimento, in quel dono totale di sé, quello che era il progetto del Padre: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna».

Potremmo giustamente dire: più di così Dio non poteva fare. Ed è proprio così: chiunque volgerà lo sguardo a “colui che fu trafitto”, non potrà rimanere indifferente, ma sentirà di essere attirato da una vita offerta in dono in questo modo. Come avvenne per il centurione romano, il quale, sotto la croce, “vedendolo morire in quel modo”, esclamò: «Veramente quest’uomo era figlio di Dio!».

L’evento che celebreremo nei prossimi giorni si trasforma allora in una domanda rivolta a ciascuno di noi: io mi lascio attirare da questo amore?

È una domanda impegnativa, perché lasciarsi attirare da questo evento di amore significa accoglierlo e condividerlo. 

Anzitutto accoglierlo, nel senso di crederci profondamente, lasciandosi illuminare da esso, in modo da superare quei sentimenti di paura, di scoraggiamento e di rassegnazione che spesso oscurano la nostra esistenza.

E in secondo luogo significa condividerlo, nel senso di imparare, giorno dopo giorno, a fare anche della nostra vita un dono agli altri, specialmente a chi è più solo e bisognoso. Certo, lo faremo a seconda delle nostre possibilità, ma tutti qualche possibilità ce l’abbiamo.

Lasciamoci dunque attirare dal Signore Gesù crocifisso! Lasciamoci attirare dal suo amore per superare ogni solitudine e chiusura e per imparare, a nostra volta, a far sentire meno soli gli altri.

Con questo invito che rivolgo a me stesso e a ciascuno di voi, cari fratelli e sorelle, vi auguro una santa Pasqua e vi accompagno con la mia benedizione.

+ Corrado, vescovo

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