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MORIAGO: i monaci dell'eremo S. Leonardo ricordano don Dino

Le ultime ore le ha trascorse all'eremo

MORIAGO: i monaci dell'eremo S. Leonardo ricordano don Dino

Domenica scorsa 24 novembre, don Dino alle 16 era da noi, all’eremo San Leonardo, per partecipare all’incontro-meditazione sull’Avvento, vigile, attento, ha sempre preso appunti e seguiva con grande attenzione. Alle 18 abbiamo cantato il vespro insieme alle altre persone e poi è uscito salutando tutti gioiosamente, come sempre. Poi se n’è andato... è ritornato alla casa del Padre...
Lunedì mattina, presto, abbiamo saputo che don Dino non ce l’aveva fatta. Con grande tristezza siamo andati nella cappellina a cantare le lodi in sua compagnia. Quando abbiamo proclamato l’evangelo del giorno, il brano di Luca appena ascoltato, un sussulto... perché questa pericope parlava e parla della sua vita, certamente della vita del Signore, ma anche della vita di don Dino.
Questo brano, un vero gioiello, parla certamente del Signore Gesù, ormai alla vigilia della sua passione, che in Luca inizia al cap. 22. Lui è quella vedova povera... Da ricordare che al tempo dei Gesù per una donna essere vedovo era una tristissima realtà: le vedove, già come donne e per di più senza la protezione del marito, erano al bando della società civile e religiosa, non contavano nulla e non avevano più nessuno che le proteggesse. Ma non basta: questa vedova era anche povera, a significare il massimo della solitudine, dell’abbandono, lo stesso abbandono che vivrà Gesù sulla croce, tanto che griderà: “Mio Dio, mio Dio perché mi hai abbandonato?”.
Perché questo brano evangelico ci ha evocato in modo così forte la presenza, la vita di don Dino?
Perché don Dino nella sua vita di uomo e di presbitero ha conosciuto tanta sofferenza, tanto abbandono e anche tanta... derisione. È sempre stato lucidamente consapevole del bello e del cattivo tempo che lo circondava: uomo molto intelligente, colto, grande amante della Parola di Dio, non era compreso in questo. Non era un organizzatore, un manager, era e rimane un grande uomo di Dio e la sua forza era l’amore. Ha sempre amato tutti, anche coloro che lo dileggiavano e andava loro incontro, sempre assolutamente convinto che il dialogo, la relazione, fossero il tutto della vita.
La vedova povera nel tesoro del tempio getta tutto ciò che aveva per vivere, il testo greco più precisamente dice: “Depose tutta la sua vita”. Come non ricordare Gesù il Giovedì santo? Si cinse in grembiule, lavò i piedi ai suoi discepoli e depose il grembiule, cioè la sua esistenza terrena. Anche don Dino... con tanta umiltà, donava ciò che aveva, cercava il fratello più debole, più povero, caduto in disgrazia, e aiutava sempre coloro che bussavano alla sua porta. Il piccolo appartamentino dell’accoglienza qui in canonica a Moriago è stato voluto da lui e quanta gente, quante donne buttate fuori di casa, ha salvato!
Noi, oggi, ti ringraziamo “fratello Dino”, così si firmava nei tanti libri che ci ha donato. Preghialo il Signore perché la tua presenza non solo non sia mai dimenticata, ma sia fonte di ricchezza spirituale, di esempio continuo, di fraternità, di amore... per noi tutti: tutto ciò che come la vedova povera ci ha donato e continuerà a donarci.

I monaci dell'eremo San Leonardo di Moriago

MORIAGO: i monaci dell'eremo S. Leonardo ricordano don Dino
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