Quartier del Piave
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PIEVE: al Careni film e dibattiti sulla malattia

Da venerdì 10 novembre

PIEVE: al Careni film e dibattiti sulla malattia

Dal prossimo 10 novembre l’associazione culturale Careni porta sul suo schermo la nuova rassegna MediCinema: la malattia tra rappresentazione e divulgazione. Sempre alla ricerca di nuovi temi da esplorare attraverso la cultura cinematografica, l’associazione fa sue le parole del filologo francese Joseph Bédier: “Il cinema è un occhio aperto sul mondo”.

Poche parole per definire le potenzialità di una forma d’arte che non si limita a creare realtà alternative a quella della quotidianità, ma esplora ogni lato della nostra esistenza, a volte con ironia, altre con un tocco malinconico. Altre ancora con il rigore - storico o scientifico - necessario a conferire realismo e drammaticità a storie che possano toccare nel profondo lo spettatore. Infatti, la prima missione del cinema è non lasciare indifferente chi guarda, provocando un’emozione o sollevando spunti di riflessione su varie tematiche. Non ultime, quelle relative alla salute.

Portare sul grande schermo un argomento di salute è una sfida di notevoli proporzioni per un regista o uno sceneggiatore dal momento che si rende necessario trovare il giusto equilibrio tra i contenuti scientifici connessi all’argomento e le esigenze narrative del mezzo cinematografico; da un lato esiste il rischio di assumere una prospettiva troppo “documentaristica”, creando un prodotto di nicchia, dall’altro si rischia di fare della malattia un elemento secondario, funzionale a un racconto che con essa abbia poco a che fare.

I film scelti per questa rassegna sono stati tratti dalle opere dei neuro scienziati Oliver Sacks e Lisa Genova (autori di pubblicazioni a diffusione mondiale), oppure di pazienti che hanno prestato la loro storia al cinema, come Will Reiser, produttore e sceneggiatore che nel film “50 e 50” ha raccontato la sua esperienza con il cancro.

In ognuno di essi il racconto della malattia è perfettamente inserito nei canoni espressivi del mezzo cinematografico il quale, in questo modo, si trasforma realmente in un “occhio” attraverso cui lo spettatore può guardare alla realtà con empatia, partecipazione e curiosità.

Al percorso cinematografico si aggiunge anche un momento di testimonianza, grazie alla presenza di Giorgio Fornasier famoso per essere stato il 50% dei Belumat e padre di Daniele, affetto da una malattia genetica rara: la sindrome Prader-Willi. Sul nostro palco porterà un recital in cui ci racconterà la sua esperienza familiare e ci suonerà la canzone che ha composto come sigla ufficiale dell'associazione internazionale dedicata alla sindrome Prader-Willi.

Al fianco dell'associazione nella ideazione e realizzazione di questa rassegna c’è Enrico Orzes, che modererà i dibattiti post film con gli specialisti.

La rassegna ha ottenuto il patrocinio dell’ Osservatorio Malattie Rare, inoltre sono state coinvolte numerose associazioni di natura socio sanitaria quali l’Avis di Pieve di Soligo e Refrontolo, Associazione Lotta contro i tumori “Renzo e Pia Fiorot” Odv, l’ Associazione Famigliari Alzheimer Odv Ets e la delegazione locale di Telethon ai quali saranno donati i proventi delle serate.

In dettaglio il programma della rassegna

MediCinema: la malattia tra rappresentazione e divulgazione. Dopo ogni proiezione medici specialisti risponderanno alle domande del pubblico. Modera gli incontri il giornalista scientifico Enrico Orzes. 

Venerdì 10 novembre

A PRIMA VISTA, Irwin Winkler, 1999

Dott. Livio Pagliani, chirurgo oculista Polistudio Medico Liri, Formigine (MO) - Centro Medico Lazzaro Spallanzani Lifenet Care (RE) - Polismedica, San Vito al Tagliamento (PN)

Domenica 19 novembre

LA SINDROME DI PRADER WILLI, ESPERIENZA DI UNA FAMIGLIA

Recital di Giorgio Fornasier (ex Belumat)

Venerdì 24 novembre

STILL ALICE, Richard Glatzer e Wash Westmoreland, 2014

Dott.ssa Marianna Fortunato, U.O.C. di Neurologia, Ospedale di Conegliano

Dott.ssa Luisa Cirilli, U.O.C. di Geriatria, Ospedale di Conegliano

Venerdì 1 dicembre

50 e 50, Jonathan Levine, 2011

Prof. Paolo Dei Tos, U.O.C di Anatomia Patologica, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Padova - Presidente della Scuola di Medicina dell’Università di Padova

Le serate avranno inizio alle ore 20.30, ingresso a 3,00€ previo tesseramento all’associazione culturale Careni al costo di 1,00 € per l’intera stagione cinematografica.

 

 

   

Dal prossimo 10 novembre l’associazione culturale Careni porta sul suo schermo la nuova rassegna MediCinema: la malattia tra rappresentazione e divulgazione.

Sempre alla ricerca di nuovi temi da esplorare attraverso la cultura cinematografica, l’associazione fa sue le parole del filologo francese Joseph Bédier: “Il cinema è un occhio aperto sul mondo”.

 

Poche parole per definire le potenzialità di una forma d’arte che non si limita a creare realtà alternative a quella della quotidianità, ma esplora ogni lato della nostra esistenza, a volte con ironia, altre con un tocco malinconico. Altre ancora con il rigore - storico o scientifico - necessario a conferire realismo e drammaticità a storie che possano toccare nel profondo lo spettatore. Infatti, la prima missione del cinema è non lasciare indifferente chi guarda, provocando un’emozione o sollevando spunti di riflessione su varie tematiche. Non ultime, quelle relative alla salute.

 

Con “MediCinema”, la nostra associazione vuol proporre al suo pubblico una rassegna cinematografica dedicata al tema della malattia e agli aspetti diagnostici e terapeutici ad essa correlati, ma desidera soprattutto creare un momento di incontro tra il pubblico e gli esperti allo scopo di far comprendere in maniera chiara l’impatto delle malattie sulla vita dei pazienti e delle loro famiglie, offrendo la possibilità di sottoporre agli esperti presenti in sala domande e interrogativi che la visione della pellicola può aver precedentemente suscitato.

 

Portare sul grande schermo un argomento di salute è una sfida di notevoli proporzioni per un regista o uno sceneggiatore dal momento che si rende necessario trovare il giusto equilibrio tra i contenuti scientifici connessi all’argomento e le esigenze narrative del mezzo cinematografico; da un lato esiste il rischio di assumere una prospettiva troppo “documentaristica”, creando un prodotto di nicchia, dall’altro si rischia di fare della malattia un elemento secondario, funzionale a un racconto che con essa abbia poco a che fare.

 

I film scelti per questa rassegna sono stati tratti dalle opere dei neuro scienziati Oliver Sacks e Lisa Genova (autori di pubblicazioni a diffusione mondiale), oppure di pazienti che hanno prestato la loro storia al cinema, come Will Reiser, produttore e sceneggiatore che nel film “50 e 50” ha raccontato la sua esperienza con il cancro.

 

In ognuno di essi il racconto della malattia è perfettamente inserito nei canoni espressivi del mezzo cinematografico il quale, in questo modo, si trasforma realmente in un “occhio” attraverso cui lo spettatore può guardare alla realtà con empatia, partecipazione e curiosità.

 

Il cinema capace di dare risalto ad argomenti scientifici, come la diagnosi di una malattia, il percorso terapeutico necessario per curarla o l’assistenza ai malati rappresenta una preziosa occasione di confronto e di discussione che l’Associazione culturale Careni vuole sfruttare portando in sala proprio gli esperti i quali, al termine di ogni proiezione, sapranno dare risposta ai quesiti che la pellicola ha sollevato nello spettatore. Così si crea un momento di incontro e divulgazione scientifica su tematiche - patologie della vista, malattia di Alzheimer, disturbi del neurosviluppo e tumori - di ampio interesse per la collettività. Infatti, la relazione medico-paziente è uno degli aspetti chiave del cammino terapeutico, per nulla secondaria ai trattamenti scelti per contrastare una data malattia; essa deve basarsi su principi di fiducia, trasparenza e collaborazione. Oltre che su modalità di comunicazione che tengano conto della difficile situazione psicologica di chi abbia ricevuto una diagnosi di malattia. Tuttavia, sfruttando il potere e il fascino narrativo del grande schermo, MediCinema crea per il pubblico un’opportunità di comunicazione su argomenti di salute che interessano non solo chi convive con la malattia ma anche il pubblico generale, contrastando la disinformazione e la diffusone di fake news che - come purtroppo la cronaca dimostra - possono avere gravi conseguenze sulle scelte in materia di medicina.

 

Al percorso cinematografico si aggiunge anche un momento di testimonianza, grazie alla presenza di Giorgio Fornasier famoso per essere stato il 50% dei Belumat e padre di Daniele, affetto da una malattia genetica rara: la sindrome Prader-Willi. Sul nostro palco porterà un recital in cui ci racconterà la sua esperienza familiare e ci suonerà la canzone che ha composto come sigla ufficiale dell'associazione internazionale dedicata alla sindrome Prader-Willi.

 

Al nostro fianco nella ideazione e realizzazione di questa rassegna c’è il dott. Enrico Orzes, che modererà i dibattiti post film con gli specialisti.

 

La rassegna ha ottenuto il patrocinio dell’ Osservatorio Malattie Rare, inoltre sono state coinvolte numerose associazioni di natura socio sanitaria quali l’Avis di Pieve di Soligo e Refrontolo, Associazione Lotta contro i tumori “Renzo e Pia Fiorot” Odv, l’ Associazione Famigliari Alzheimer Odv Ets e la delegazione locale di Telethon ai quali saranno donati i proventi delle serate.

 

“È una soddisfazione per noi aver realizzato una rassegna che affronta temi così sensibili e al tempo stesso diffusi. Il valore aggiunto è dato dai professionisti illustri e dagli enti che hanno abbracciato la nostra proposta e ci aiuteranno in questo percorso a approfondire e familiarizzare queste tematiche di cui spesso si sa davvero poco” queste le parole di Emma Sech, presidente dell’associazione culturale Careni.

 

In dettaglio il programma della rassegna:

 

MediCinema: la malattia tra rappresentazione e divulgazione

Dopo ogni proiezione medici specialisti risponderanno alle domande del pubblico.

modera gli incontri il giornalista scientifico dott. Enrico Orzes  

 

Venerdì 10 novembre

A PRIMA VISTA, Irwin Winkler, 1999

 

Dott. Livio Pagliani, chirurgo oculista Polistudio Medico Liri, Formigine (MO) - Centro Medico Lazzaro Spallanzani Lifenet Care (RE) - Polismedica, San Vito al Tagliamento (PN)

 

Domenica 19 novembre

LA SINDROME DI PRADER WILLI, ESPERIENZA DI UNA FAMIGLIA

 

Recital di Giorgio Fornasier (ex Belumat)

  

Venerdì 24 novembre

STILL ALICE, Richard Glatzer e Wash Westmoreland, 2014

 

Dott.ssa Marianna Fortunato, U.O.C. di Neurologia, Ospedale di Conegliano

Dott.ssa Luisa Cirilli, U.O.C. di Geriatria, Ospedale di Conegliano

 

Venerdì 1 dicembre

50 e 50, Jonathan Levine, 2011

 

Prof. Paolo Dei Tos, U.O.C di Anatomia Patologica, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Padova - Presidente della Scuola di Medicina dell’Università di Padova

 

Le serate avranno inizio alle ore 20.30, ingresso a 3,00€ previo tesseramento all’associazione culturale Careni al costo di 1,00 € per l’intera stagione cinematografica.

 

 

Enrico Orzes, laureato in Biologia e specializzato in Patologia Clinica presso l’Università di Padova. Giornalista pubblicista collabora con Rarelab, società editrice delle testata scientifico-divulgativa Osservatorio Malattie Rare, nata nel 2010 con l’obiettivo di promuovere un’informazione corretta e rigorosa ma allo stesso tempo comprensibile e facilmente accessibile a tutti in materia di malattie e tumori rari.

 

Secondo i criteri stabiliti dall’Unione Europea una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza - cioè il numero di casi con cui si presenta in una data popolazione - non supera la soglia di 1:2000. Un caso ogni 2 mila persone. Attualmente le malattie rare conosciute sfiorano l’incredibile numero di 10 mila e ciò significa che sono milioni le persone che, ogni giorno, fanno i conti con una lunga serie di problematiche connesse ad esse correlate: dalla difficoltà di ottenere una diagnosi alla mancanza di trattamenti specifici, sino alle lungaggini burocratiche che complicano un percorso già di per sé non facile.

Il modo più proficuo per affrontare le malattie rare - ma anche i tumori che rientrano in questa categoria - è quello di “fare Rete”, in modo tale da rendere più fluidi i meccanismi di lavoro dei medici e soprattutto innalzare la qualità di vita dei pazienti. Costruire una Rete implica saper identificare i centri di riferimento per le varie patologie e collegarli tramite strumenti come i Registri di malattia - composti dall’insieme di dati anagrafici, genetici e clinici di pazienti affetti da una determinata patologia - e i Percorsi Diagnostico-Terapeutico Assistenziali (PDTA) che riuniscono tutte le figure mediche coinvolte nella presa in carico della persona, fissando i momenti essenziali del cammino che dalla diagnosi procede verso la cura e l’assistenza quotidiana. Elemento, quest’ultimo, che per patologie neurodegenerative come la malattia di Alzheimer o la Sclerosi Laterale Amiotrofica, rappresenta un bisogno primario del paziente e della sua famiglia.

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