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SOLIGO: conclusi i lavori alla chiesa dei santi Vittore e Corona

Intervento sulle facciate

SOLIGO: conclusi i lavori alla chiesa dei santi Vittore e Corona

A Soligo si è concluso l’intervento di restauro delle facciate della chiesa dei Santi Vittore e Corona. Nata come oratorio nel secolo XIII, in quella che successivamente fu denominata “Contrada di S. Vittore”, la chiesa nel tempo è stata oggetto di modifiche e aggiunte architettoniche che ne hanno compromesso i prospetti originari, gli intonaci e le finiture. Il restauro, quindi, ha avuto inizio con un’analisi rivolta al riconoscimento degli intonaci esterni, degli elementi lapidei di facciata e degli elementi costitutivi del campanile. Si sono quindi incrociati i dati emersi con quelli storici.

Sulla parete di facciata principale è stato individuato un meraviglioso intonaco originale, eseguito fra il 1240 e il 1789, oppure frutto delle “riparazioni” avviate dal vescovo di Ceneda nel 1476: detto intonaco originale è tirato a ferro, ha dei graffiti marca cornice ed è pennellato a calce di colore grigio carta da zucchero (cornice apicale) e avorio chiaro (parete). A seguito della demolizione degli intonaci cementizi, nel prospetto sud sono riemersi anche degli elementi lapidei in pietra arenaria (architrave e piedritti) facenti parte di una antica finestra. La situazione era particolarmente compromessa nella parte bassa delle facciate a causa dei sali di risalita.

Le presenze cementizie sono state sostituite con intonaci a base di grassello di calce, cotto macinato e sabbia di fiume. Stesa una rasatura di fondo, le facciate sono state finite con velature a base di acqua di calce additivata con pigmenti naturali in accordo con la finitura storica rinvenuta. Le facciate si presentano oggi con una finitura molto delicata, con una leggera trasparenza.

A seguito degli interventi di pulitura, disinfezione e stuccatura le superfici del campanile hanno riassunto l’originale colore ocra.

La scelta delle metodologie operative e dei materiali utilizzati è stata concordata con la Soprintendenza. I lavori sono stati eseguiti dalla ditta Merotto Bau sotto la direzione dell’architetto Marco Merello e del restauratore Georges Padovan.

La prima attestazione dell’oratorio, situato nel borgo De Faveri (o di San Vittore), è un testamento datato 16 dicembre 1240. Il secondo documento è un ulteriore testamento, datato 10 novembre 1273, in cui viene lasciata una somma di denaro al “magisterio di San Vittore di Soligo”. San Vittore quindi, nel periodo considerato ma con ogni probabilità anche prima, aveva un “magistero”, ovvero un’associazione di laici che viveva nella zona ed aveva scopi religiosi ma anche di mutua assistenza, di carità e dell’insegnamento della religione cristiana. Un po’ alla volta intorno alla chiesetta inizia a nascere un vero e proprio borgo.

L’oratorio nel corso dei secoli ha subìto vari rifacimenti e trasformazioni. Ad esempio il “Catastico dei beni della Luminaria (1789)” conservato nell’archivio parrocchiale raffigura un oratorio a pianta rettangolare: il presbiterio e la sacrestia vengono infatti aggiunti un due momenti successivi prima del 1812. La mappa del catasto italiano del 1900 riporta anche la cappella laterale della navata, che è pertanto riconducibile alla seconda metà dell’Ottocento. Non è invece raffigurato il campanile, che compare per la prima volta in una fotografia riportata nel testo di Giovanni Pasin, “Soligo e la sua storia” (1928) e pertanto edificato nei primi decenni del Novecento. Durante la Prima Guerra Mondiale l’edificio viene utilizzato dagli occupanti come stalla per cavalli e subisce alcuni danni.

Sotto il profilo statico la chiesa e il campanile sono in buono stato di conservazione.

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