80° DELLA REPUBBLICA: il ricordo di Antonietta Dal Pos, 104 anni
Il 2 giugno 1946 fu tra i 13 milioni di donne che votarono per la prima volta
Federico Citron
06/03/2026

Tra i 13 milioni di donne con almeno 21 anni di età che per la prima volta si recarono alle urne il 2 giugno 1946, vi era Antonietta Dal Pos. Allora Antonietta era ventiquattrenne (è nata il 29 gennaio 1922) e risiedeva nel suo paese natale, San Vendemiano. Faceva parte dell’Azione cattolica e si preparò al voto in incontri organizzati dall’associazione. «Avevamo un po’ di paura – racconta – perché temevamo di sbagliare. Sentivamo la grande responsabilità del voto». Era stato il decreto luogotenenziale n. 74 del 10 marzo 1946 a consentire, finalmente, alle donne di partecipare alle elezioni sia come elettrici sia come candidate. Un diritto riconosciuto soprattutto per il contributo da loro dato alla guerra di liberazione e alla prima guerra mondiale.
Un articolo del Corriere della Sera – dal titolo "Senza rossetto nella cabina elettorale" – raccomandava alle elettrici di non mettere il rossetto perché "nell’umettare con le labbra il lembo della scheda da incollare" avrebbero potuto lasciare del rossetto e quindi "senza volerlo, rendere nullo il loro voto" a causa di un segno di riconoscimento. Questo era il clima.
Per Antonietta, che per la cronaca tracciò una "X" sopra “Repubblica”, e per le sue amiche di Ac, quel voto fu anche una sorta di festa. Da allora non è mai venuta meno al dovere di voto. Anche il 22 marzo scorso ha voluto che una figlia la portasse al seggio per esprimersi sul referendum sulla giustizia. Un voto sempre motivato e pensato. «Da giovane – racconta – facevo parte della Democrazia cristiana ed ero costantemente informata di quanto succedeva a livello politico». Erano i tempi di personaggi del calibro di Tina Anselmi, che Antonietta ebbe modo di conoscere di persona. Questa attenzione quasi sacra per la cosa pubblica, Antonietta l’ha trasmessa alle figlie (quattro viventi, mentre una è mancata). E nella sua casa di Zoppè dove si trasferì settant’anni fa, continua a seguire, per quanto può, il dibattito pubblico.






