CONEGLIANO: Rencontres Musicales – Festival Internazionale di Musica da Camera, tre concerti
A Conegliano e Follina
Redazione Online
30/04/2026
Paolo Tagliamento

Fino al 3 maggio, la città di Conegliano accoglie la prima edizione di Rencontres Musicales – Festival Internazionale di Musica da Camera, un nuovo appuntamento dedicato a una delle forme più pure del pensiero artistico che riunisce alcuni tra i più autorevoli interpreti della scena cameristica internazionale.

Il festival nasce da un’idea del violinista Paolo Tagliamento, musicista di chiaro profilo internazionale e direttore artistico della manifestazione, con l’obiettivo di trasformare Conegliano in un luogo di scambio artistico, studio, alta esecuzione e imperdibile offerta musicale.

Il primo concerto si terrà il 1° maggio alle 20.45 Teatro Accademia Conegliano. Questo primo concerto vede un programma di grande fascino intrecciare pagine cameristiche di raro equilibrio tra virtuosismo e lirismo, affidate a interpreti di spicco della scena internazionale. La serata si apre con la Sonata n. 3 in sol minore op. 137 D. 408 di Franz Schubert, composta nel 1816, dove il dialogo tra violino e pianoforte rivela già la profondità espressiva del giovane autore, qui interpretata da Paolo Tagliamento e Mamikon Nakhapetov. Segue la luminosa Sonata n. 2 op. 13 di Edvard Grieg, capolavoro giovanile intriso di slancio romantico e suggestioni nordiche, con il violinista Zohrab Tadevosyan e la pianista Anna Mirakyan. Dopo la pausa, la monumentale Fantasia in do maggiore op. 159 D. 934, tra le ultime e più ardite creazioni schubertiane, affidata al carisma di Ana Chumachenco, in duo con Mamikon Nakhapetov. Il concerto si conclude con il celebre Quintetto "Fandango" G. 448 di Luigi Boccherini, pagina brillante e trascinante che unisce eleganza classica e colori spagnoli, eseguita da un affiatato ensemble guidato dalla chitarra di Massimo Scattolin. Un itinerario musicale ricco e variegato, capace di valorizzare tanto il repertorio quanto le personalità degli incredibili interpreti.

Il secondo concerto si terrà il 2 maggio alle 20.30 all’abbazia di santa Maria a Follina. Un programma di intensa profondità spirituale accosta due capolavori del tardo Settecento firmati da Franz Joseph Haydn, rivelando il volto più intimo e meditativo. Il concerto si apre con il Quartetto in re minore op. 103 Hob.III:83, pagina incompiuta e tra le ultime del compositore, segnata da una scrittura essenziale e sospesa, quasi un commiato artistico, affidata a un quartetto di interpreti di grande sensibilità guidati da Paolo Tagliamento. Dopo un breve momento di silenzio, il percorso culmina nelle "Ultime sette parole di Cristo sulla Croce", nella versione per quartetto d’archi: un’opera di straordinaria intensità contemplativa, concepita come meditazione musicale sulle ultime frasi di Cristo, dove il suono si fa spazio di raccoglimento e riflessione. L’organico si amplia coinvolgendo musicisti di diversa provenienza, in un dialogo corale che amplifica il valore espressivo dell’esecuzione. Un’esperienza d’ascolto rara, sospesa tra silenzio e spiritualità.

Il terzo concerto si terrà il 3 maggio alle 16 all’ex convento san Francesco a Conegliano. Un programma di grande respiro classico-romantico accosta tre capolavori della musica da camera mitteleuropea, esaltandone ricchezza timbrica e profondità espressiva. In apertura,  il Quintetto per archi n. 3 K 515 di Wolfgang Amadeus Mozart, gemello del celebre quintetto in sol minore k 516 e composto nello stesso anno delle "Ultime sette parole di Cristo sulla Croce" di Haydn, riflette una luminosità apollinea, con improvvise ombre espressive, in un perfetto equilibrio formale. Sotto una superficie di apparente leggerezza si cela una straordinaria ricchezza di dialogo tra gli strumenti, ulteriormente intensificata dalla presenza della seconda viola, cifra distintiva dei quintetti mozartiani. Il Quintetto per archi e pianoforte n. 2 op. 81 di Antonín Dvořák, tra le pagine più amate del repertorio cameristico, intreccia slancio melodico e colori popolari - emblematico il celebre movimento "Dumka" - in un dialogo serrato tra archi e pianoforte, affidato a un ensemble di interpreti affiatati con Mamikon Nakhapetov al pianoforte. Dopo la pausa, il Sestetto per archi n. 1 op. 18 di Johannes Brahms dispiega un linguaggio ampio e luminoso, dove la scrittura densa e cantabile si unisce a una raffinata architettura formale. Protagonista un sestetto d’archi di grande esperienza, guidato da Paolo Tagliamento, capace di restituire tutta la pienezza sonora e la tensione lirica di questa straordinaria pagina brahmsiana per un concerto che unisce energia, eleganza e intensità emotiva.