ECONOMIA: abusivismo e contraffazione, la Marca sotto assedio
L'allarme di Confartigianato
Alessandro Toffoli
15/02/2026

Il tessuto produttivo della nostra provincia si trova a fare i conti con un’ombra sempre più ingombrante: l’illegalità economica. Secondo gli ultimi dati diffusi da Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, sono ben 8.606 le imprese artigiane trevigiane sotto pressione a causa dell'abusivismo, una cifra che rappresenta il 39,5% del totale provinciale. Un dato in linea con l'allarme regionale, che in Veneto coinvolge quasi 49 mila realtà (40,8%).

I settori più colpiti: dall'edilizia al benessere

L’analisi scatta una fotografia preoccupante della "concorrenza sleale" che si annida in diverse professioni. Il comparto più esposto è quello dell'edilizia, con 4.411 imprese danneggiate: in prima linea troviamo muratori (1.433), seguiti da pittori edili, elettricisti e idraulici.

Non va meglio nel settore del benessere, dove 2.040 artigiani tra acconciatori ed estetisti subiscono quotidianamente la pressione di chi opera fuori dalle regole. Il fenomeno del "nero" non risparmia nemmeno i servizi alla persona e alla casa: dalle autofficine (981) ai riparatori di beni, fino a giardinieri, fotografi e tassisti.

L’impennata della contraffazione

Oltre al lavoro irregolare, a ferire il Made in Italy è la piaga della contraffazione, particolarmente aggressiva nel settore della moda.

  • Sequestri record: Nel 2024 a Treviso si sono registrati 302 sequestri (il 55,7% del totale degli ultimi 12 anni), per un valore di 102 mila euro.
  • Primato provinciale: Treviso è la seconda provincia in Veneto per numero di operazioni e la terza per valore della merce requisita.

"È un problema sistemico" – denuncia Armando Sartori, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana – "che penalizza i consumatori e gli imprenditori onesti. Il falso e l'abusivismo alimentano lo sfruttamento e sottraggono risorse vitali allo Stato: a livello nazionale parliamo di un danno da 77,2 miliardi di euro, il 3,6% del PIL".

L'appello: tolleranza zero e incentivi alla legalità

Nonostante una tendenza alla diminuzione dal 2015, l'economia non osservata ha rialzato la testa nel biennio 2022-2023, trainata soprattutto dal lavoro irregolare (+11,3% nell'ultimo anno).

Per contrastare questa deriva, Confartigianato non chiede solo controlli, ma una strategia su più fronti:

  1. Tolleranza zero: Interventi decisi contro chi si promuove abusivamente, spesso attraverso i social network.
  2. Azioni premianti: Prevedere bonus, sgravi fiscali e facilitazioni assicurative per chi opera nella legalità.
  3. Consapevolezza dei cittadini: Ricordare che rivolgersi a un abusivo significa rinunciare a garanzie su sicurezza e risarcimenti in caso di danni.

"Far rispettare le norme è fondamentale, ma non basta", conclude Sartori. "Serve un patto tra Governo, organi di controllo e cittadini per tutelare chi lavora con trasparenza e onestà".


Notizie correlate