ECONOMIA: pesante aggravio economico per le piccole imprese
A causa delle tensioni internazionali
Redazione Online
05/31/2026

Le tensioni internazionali legate al conflitto in Iran e all’instabilità nello Stretto di Hormuz si stanno trasformando in un nuovo pesante aggravio economico per le piccole imprese italiane. A lanciare l’allarme è CNA Provinciale Treviso, che richiama l’attenzione sugli effetti diretti del rincaro di petrolio, carburanti ed energia sulle attività artigiane e di servizio che operano quotidianamente sul territorio. A essere colpite non sono soltanto le grandi industrie energivore o il trasporto internazionale, ma soprattutto le imprese di prossimità: idraulici, elettricisti, manutentori, panificatori, lavanderie, gelaterie, artigiani e piccoli trasportatori che ogni giorno garantiscono servizi essenziali a famiglie e imprese.
Secondo le stime elaborate dal centro studi di CNA nazionale, l’aumento del costo del gasolio può tradursi in un aggravio annuo di quasi 1.000 euro per un artigiano con un furgone, di circa 1.900 euro per una microimpresa con due mezzi e di quasi 2.900 euro per chi ne utilizza tre. Ancora più significativo l’impatto per il comparto trasporti: oltre 1.600 euro l’anno per un’attività di Noleggio con Conducente (NCC), circa 2.000 euro per un taxi e più di 10.000 euro per una piccola impresa di autotrasporto merci.
Un impiantista percorre mediamente tra i 25 mila e i 30 mila chilometri all’anno, mentre un tecnico manutentore può effettuare anche sei interventi al giorno. Per molte attività artigiane il rincaro dei carburanti si somma inoltre all’aumento dei costi energetici, aggravando ulteriormente una situazione già complessa. Per un furgone che percorre 30.000 chilometri all’anno, con una percorrenza media di 11 chilometri al litro, il rincaro del gasolio comporta un costo aggiuntivo di circa 955 euro annui. Per una microimpresa con tre mezzi l’aggravio sfiora i 3.000 euro, una cifra che può equivalere a una mensilità di affitto di un laboratorio o di un piccolo capannone. Le regioni più esposte sono quelle caratterizzate da una forte presenza di micro e piccole imprese diffuse sul territorio e da un’elevata mobilità operativa, tra cui il Veneto.





