
Le Paralimpiadi di Cortina non sono solo una celebrazione dello sport oltre ogni limite, ma anche il palcoscenico ideale per riflettere sul diritto universale al viaggio. In questi giorni, presso Casa Veneto, la Destinazione Marca Treviso ha acceso i riflettori su un tema cruciale: il turismo inclusivo. Dalle città d’arte ai sentieri immersi nella natura, fino all'enogastronomia, la Marca punta a diventare un modello di ospitalità accessibile.
I numeri di una sfida necessaria
L’attenzione verso questo segmento non è solo una scelta etica, ma una strategia economica lungimirante. I dati Istat parlano chiaro: in Italia vivono 3,1 milioni di persone con disabilità e 12 milioni con limitazioni motorie. A livello europeo, il turismo accessibile muove circa il 15-20% della domanda totale.
Secondo l’European Network for Accessible Tourism, questi viaggiatori tendono a:
- Viaggiare nel 60% dei casi con almeno un accompagnatore.
- Soggiornare per periodi più lunghi rispetto alla media.
- Generare una spesa turistica superiore del 20-25% rispetto al turista "standard".
Proiettando queste percentuali sulla provincia di Treviso (che nel 2025 ha sfiorato i 2,2 milioni di presenze), il potenziale è enorme: si parla di un target di 315.000 presenze, che supererebbe quota 500.000 considerando gli accompagnatori.
Una nuova cultura dell'accoglienza
"Rendere un territorio accessibile non significa necessariamente stravolgere spazi e servizi, ma adattarli con sensibilità", ha spiegato Giulia Casagrande, presidente della Fondazione DMO Marca Treviso. Il focus si sposta dunque sulla formazione degli operatori e sulla rimozione delle barriere, fisiche e culturali.
"A volte bastano piccoli adeguamenti e la consapevolezza che questo target ha esigenze diverse", continua Casagrande. "Parliamo di un segmento vasto che include non solo persone con disabilità, ma anche anziani, famiglie con passeggini o persone con infortuni temporanei. La sfida ora è mappare e segnalare adeguatamente le strutture inclusive: l'informazione è il primo passo per un'accoglienza di qualità".
In un’epoca in cui il viaggio è riconosciuto come diritto fondamentale, la Marca Trevigiana sceglie di investire sulla persona, trasformando l'accessibilità in un valore strategico per tutto il territorio.







