POLITICA: dieci anni fa moriva Tina Anselmi
Il ricordo della Cisl
Redazione Online
11/02/2026
Il primo novembre del 2016 scompariva Tina Anselmi. Ai suoi funerali partecipò una numerosa delegazione della Cisl con la sua Segretaria generale, Annamaria Furlan, che la definì come una delle "madri della Patria".
Già nei giorni immediatamente successivi Cisl Veneto con la Fondazione Corazzin diede avvio ad un progetto di ricerca storica e di divulgazione sulla sua vita e la sua attività sindacale e politica affidato allo storico Mauro Pitteri.
Da allora sono state raccolte decine e decine di testimonianze, documenti personali e istituzionali, immagini (anche grazie alla collaborazione con l'associazione "In memoria di Tina Anselmi" fondata e presieduta dalla nipote Valentina Magrin).
Un lavoro sviluppato con attenzione e passione che ha permesso di ricostruire con accuratezza la sua biografia, in modo particolare quella degli anni in cui compì la scelta di partecipare alla vita sociale e politica dell'Italia.
"Tina Anselmi- afferma il suo biografo Mauro Pitteri – è una riserva infinita di scelte, iniziative, azioni, spesso poco conosciute, che sono però di un'attualità incredibile: dall'educazione sessuale nelle scuole alle vaccinazioni. Un gran lavoro per gli storici ma anche una continua riscoperta del valore e della determinazione di questa cattolica che ha meritato a pieno la definizione di madre della patria".
Massimiliano Paglini, segretario generale della Cisl del Veneto conferma che "il progetto dedicato a Tina proseguirà anche nei prossimi mesi. Abbiamo chiesto a Mauro una nuova edizione aggiornata ed ampliata de "La giovane Tina Anselmi" e saremo partner delle iniziative dedicate al centenario della sua nascita".
Era giovanissima, la futura parlamentare e ministra, quando in un’Italia totalmente fascistizzata, decise di militare nell’Azione Cattolica, che il regime avversava in quanto unica realtà associativa non assoggettata alle logiche totalitarie.
Appena diciassettenne scelse l'antifascismo e l’adesione alla Resistenza, già diverse settimane prima dell'eccidio di Bassano del Grappa a cui, con le sue compagne di classe, fu costretta ad assistere il giorno dopo l’impiccagione di 31 giovani partigiani.
Dopo la Liberazione, ancora minorenne per l’epoca (era nata a marzo del 1927), è nel rinato sindacato democratico come attivista ed organizzatrice delle filandiere e delegata per la Corrente Sindacale Cristiana al primo congresso della CGIdL unitaria a Firenze nel 1947.
Tre anni dopo è maestra elementare a Villarazzo tra bambini poveri e affamati. Sono anni difficili per la scomparsa del padre, gli obblighi familiari, la malattia del fidanzato. Ma non mancò l’appuntamento con la politica, nel Movimento femminile della Democrazia Cristiana e il resto lo conosciamo.