TERREMOTO CENTRO ITALIA. Zuppi: "La memoria ci spinge a non arrivare tardi. Rinascere non nasce solo dai cantieri ma dalle persone”
Ad Arquata del Tronto nel decimo anniversario del sisma del 24 agosto 2016
Agenzia Sir
08/24/2026
Ll card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, celebra la messa presso l’area Sae di Pescara del Tronto, ad Arquata del Tronto (Ascoli Piceno)
“Nel ricordo ci misuriamo con il mistero della terribile, inquietante forza distruttrice del terremoto”, ma anche con “la così diffusa cultura della potenza, che rovina la convivenza, le cose, e scatena violenza e guerra che tutto distrugge”. Lo ha affermato questa mattina il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, celebrando la messa presso l’area Sae di Pescara del Tronto, ad Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), nel decimo anniversario del sisma del 24 agosto 2016.
“Del terremoto conosciamo le conseguenze del male. Della guerra le responsabilità sono chiare, così come le complicità e tutto quello che favorisce quel vortice di violenza e di odio che poi nessuno riesce più a governare”, ha osservato. Richiamando il ricordo delle vittime, il presidente della Cei ha sottolineato che “partiamo sempre da quel dolore quando il cielo crolla addosso e le fondamenta del mondo sono scosse”.
“Non vogliamo dimenticarlo. Non possiamo”, ha aggiunto, ricordando che “quella notte fu un vero spartiacque. Ma la storia continua”. Zuppi ha poi evocato la visita di Papa Francesco nei luoghi del cratere e l’abbraccio ai bambini, ribadendo che “la tragedia è iniziata quella notte ma dura sempre: solitudine, spaesamento, distacco forzato dalla propria comunità”.
Pur riconoscendo che “il percorso è ancora lungo”, ha evidenziato che “c’è futuro” e indicato la strada della rinascita attraverso “il valore del lavoro condiviso che rende sicura la città di Dio per gli esuli ritornati”. “Dobbiamo sempre cercare di edificare insieme, trasformando la storia di ognuno in una risorsa e facendo dell’ascolto e del dialogo il terreno comune su cui far crescere giustizia e fraternità”, ha affermato.
Un pensiero particolare è stato rivolto ai volontari, alle associazioni, alle istituzioni e a quanti hanno sostenuto le popolazioni colpite: “A dieci anni di distanza vogliamo manifestare un convinto segno di riconoscenza, per il valore di quell’immenso patrimonio umano che ha permesso alle comunità di non sentirsi mai sole”. Da qui l’auspicio che “questo stesso spirito permetta di risolvere rapidamente le difficoltà restanti nella ricostruzione”, perché “la memoria di oggi ci spinge a non arrivare tardi”.
“Rinascere”, ha ribadito il cardinale, significa puntare su “non promesse, ma lavoro, di tutti, ciascuno nelle proprie funzioni e responsabilità”, con “la forza di quella solidarietà che tanto ha consolato in quei giorni terribili”. Ricordando il peso dei ritardi e delle risposte mancate, Zuppi ha richiamato gli anziani che non hanno fatto in tempo a rivedere le loro case e quanti sono stati costretti a lasciare il territorio. “Ecco perché rinascere”, ha concluso. “La rinascita non nasce soltanto dai cantieri, ma soprattutto dalle persone”.