TREVISO: intervento al fegato e alle via biliari, Ca' Foncello al top in Italia
Lo dice il rapporto Agenas
Redazione Online
07/05/2026
La Chirurgia 2 dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso si conferma un'eccellenza nel panorama della chirurgia del fegato e delle vie biliari. I dati pubblicati da AGENAS, Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, certificano una notevole crescita del reparto diretto dal prof. Giacomo Zanus, che conquista il 4° posto in Italia, risalendo dal 9° posto dell'anno precedente, per numero di interventi eseguiti per patologia tumorale maligna primitiva e metastatica del fegato e delle vie biliari.
Primo posto in Italia per la sopravvivenza a 30 giorni
Il dato più rilevante emerso dal report AGENAS riguarda l'efficacia assistenziale. La Chirurgia 2 di Treviso rientra stabilmente tra i centri italiani "ad alto volume di prestazioni", superando la soglia delle 100 resezioni annuali ad alta complessità, collocandosi al primo posto di essi per la sopravvivenza a 30 giorni nel delicato periodo post-operatorio, indicatore importante per misurare l’efficienza chirurgica e la qualità della cura ospedaliera.
"Questi risultati non si improvvisano ma sono il frutto di una collaborazione sinergica tra Università di Padova, Ospedale di Treviso, Direzione generale e Istituzioni regionali in un modello organizzativo-assistenziale raro nel panorama sanitario nazionale - il commento del prof Zanus -. Quando il progresso guidato dalla ricerca scientifica dell’Università si integra con la visione organizzativa e la programmazione clinica di Ulss e Regione, i risultati di rilievo si raggiungono come dimostra la costante progressiva crescita del reparto trevigiano. Nessun risultato clinico sarebbe però stato nemmeno ipotizzabile senza il contributo del personale medico, del comparto infermieristico di reparto e sala operatoria e degli operatori sanitari e della rete sinergica di collaborazioni con altre Unità operative sia del Ca’ Foncello sia degli altri ospedali Ulss 2".
Tecnologia "sartoriale" e cure mininvasive
Il successo del modello trevigiano, avviato dal prof Zanus nell'ottobre 2018, si basa sull'approccio personalizzato e sull'impiego di tecnologie di ultimissima generazione, che permettono di operare pazienti un tempo considerati non trattabili:
  • Chirurgia robotica e laparoscopica: oltre il 70% delle resezioni epatiche avviene con tecniche mininvasive.
  • Tecnologie avanzate: dissettori ad ultrasuoni ad alta precisione, termocauterio, realtà aumentata e virtuale con ricostruzioni 3D degli organi.
  • Sicurezza clinica: la navigazione ecografica intraoperatoria e le tecniche di risparmio del tessuto epatico azzerano quasi i rischi di insufficienza epatica post-operatoria.
  • Multidisciplinarietà inter-ospedaliera: una rete che coinvolge oncologie, gastroenterologie e chirurgie di tutti i presidi aziendali nel rispetto dei percorsi terapeutici regionali (PDTA)