VENETO: approvata la legge "priorità housing"
Per favorire l’accesso alla casa dei cittadini nell’ottica dell’equità sociale e rispondendo al disagio abitativo.
Redazione Online
07/15/2026
Il consiglio regionale del Veneto, dopo aver esaminato la parte emendativa e l’articolato, ha approvato, con i voti della maggioranza, (28 voti favorevoli e 11 astenuti), il progetto di legge regionale n. 72, di iniziativa della giunta regionale, "Disposizioni dirette a sostenere la priorità housing".
La legge ha l’obiettivo di assicurare il tempestivo ed efficiente utilizzo delle maggiori risorse derivanti dalla riprogrammazione di Mid-term review del FESR 2021-2027 per iniziative di housing sociale, favorendo l’accesso alla casa dei cittadini nell’ottica dell’equità sociale e rispondendo al disagio abitativo.
Nel testo normativo viene specificato che la destinazione a social housing degli alloggi di edilizia residenziale pubblica non può avere durata superiore a 5 anni. Decorso tale termine, gli alloggi interessati riacquistano la loro originaria destinazione a edilizia residenziale pubblica.
La giunta regionale, previo parere della commissione consiliare competente, verrà incaricata della fissazione dei criteri e dei requisiti degli interventi di housing, includendo in tale categoria anche le iniziative volte a favorire l’accesso all’abitazione a canone calmierato da parte di particolari categorie di soggetti e nuclei familiari, la cui capacità economica non consente loro di accedere agli alloggi di edilizia residenziale pubblica e non permette, tuttavia, di sostenere un canone di locazione al prezzo del mercato abitativo privato, individuando quali destinatari prioritari di tali interventi, ancorché non esclusivi, determinate categorie di soggetti ritenute particolarmente meritevoli di tutela in ragione della loro importanza nel tessuto sociale e socio-assistenziale e, nello specifico, gli operatori del sistema sanitario e sociosanitario che prestano servizio in aziende ed enti del servizio sanitario regionale e nelle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (Ipab).
È prevista la possibilità che gli interventi di housing possano essere elaborati direttamente dai Comuni, dalle aziende territoriali per l’edilizia residenziale (Ater), dalle Ipab, dalle Ulss e da altri enti pubblici, che potranno essere individuati dalla giunta regionale, a valere sul proprio patrimonio disponibile e che, comunque, non si configuri quale patrimonio di edilizia residenziale pubblica di cui alla legge regionale 3 novembre 2017, n. 39.
"Un provvedimento che rappresenta una risposta concreta a una delle principali criticità che interessano il nostro territorio: il diritto alla casa per chi svolge un ruolo fondamentale al servizio della comunità”. Con queste parole la consigliera regionale Elisa De Berti (Lega-Liga Veneta), nonché presidente Seconda Commissione consiliare permanente, sul via libera  da parte dell’assemblea legislativa alla norma che individua negli operatori del sistema sanitario e sociosanitario una delle categorie prioritarie degli interventi di social housing. "La legge demanda alla giunta regionale di definire i criteri per l’individuazione delle categorie, dando priorità agli operatori del sistema sanitario e sociosanitario, ovvero a favorire l’accesso ad alloggi a canone sostenibile per medici, infermieri, operatori sociosanitari e professionisti delle Ipab. Il che significa rafforzare la capacità del Veneto di attrarre e trattenere professionalità indispensabili per il funzionamento del nostro sistema sanitario".
"Annunciato in pompa magna dal presidente Stefani, questo provvedimento rappresenta un piccolo segnale di attenzione all'emergenza casa. Ma non di più: non solo perché servono ben oltre i 50 milioni previsti per risolvere il dramma abitativo di almeno 13 mila persone in Veneto. Ma perché bisogna agire alla radice, con una strategia a tutto campo dopo decenni di disimpegno della Regione su questo fronte. La legge sul social housing è stata presentata come una grande riforma, senza dire però che si tiene in piedi con soldi spostati dai Comuni e senza tenere conto di una situazione cronica che va affrontata con ben altri mezzi. Insomma, la montagna ha partorito il topolino". La presa di posizione è dei consiglieri regionali del Partito Democratico, con in testa il vicepresidente della Commissione che si occupa di Politiche della casa, Jonatan Montanariello.
I dati ufficiali emersi dalle relazioni delle Ater dicono che nel 2025 la somma delle case popolari sfitte in Veneto ha raggiunto la quota record di 7.834 alloggi rimasti senza inquilini con un aumento del 16,2% rispetto al 2022, quando gli appartamenti vuoti erano 6.743. Quasi un quarto dell'intero patrimonio pubblico regionale, il 23,43%, è sfitto e inutilizzato.