VENETO: edilizia popolare, regole più severe
Approvata una legge regionale
Redazione Online
09/11/2026

Regole più severe e controlli effettivi per tutelare chi ha davvero diritto a una casa. È questo il fil rouge del testo unificato dei progetti di legge n. 66, 77 e 84, approvato dal consiglio regionale del Veneto, che rafforza il contrasto all’occupazione e all’utilizzo abusivi degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e modifica la legge regionale n. 39 del 2017
Il provvedimento nasce dall’abbinamento di tre proposte: una presentata da De Berti insieme ad altri consiglieri, una della giunta regionale e una dei consiglieri Riccardo Szumski e Davide Lovat. I tre testi sono stati coordinati attraverso il confronto svolto in Commissione, con il contributo di tutti i suoi componenti.
Afferma Elisa De Berti (Lega - LV), presidente della seconda commissione, relatrice del provvedimento e prima firmataria del Progetto di Legge n. 66: "Ogni alloggio occupato o utilizzato in modo abusivo è una casa sottratta a una famiglia che possiede i requisiti e attende rispettando le regole. L’obiettivo della legge è semplice: proteggere chi ha davvero diritto all’edilizia pubblica, rendendo i controlli più efficaci e più chiare le conseguenze degli abusi. La solidarietà funziona soltanto se è accompagnata da equità, trasparenza e responsabilità".
Molte le novità concrete, a partire dall’istituzione dell’Anagrafe regionale dell’Erp, dalle esclusioni più severe nei casi più gravi di decadenza e dall’introduzione della possibilità dell’autorecupero.
Più rigore anche nell’accesso. Chi è stato destinatario di un provvedimento che accerta l’occupazione senza titolo di un alloggio Erp non potrà presentare domanda per i dieci anni successivi. La preclusione sarà invece di cinque anni per chi è stato destinatario di un’ordinanza di convalida di sfratto da un alloggio Erp, è stato dichiarato detentore senza titolo oppure ha subito l’annullamento dell’assegnazione per dichiarazioni mendaci o documenti falsi. Per le altre cause di decadenza l’esclusione sarà di tre o cinque anni, in base alla gravità della condotta. Tra i requisiti vengono inoltre introdotti il non aver mutato abusivamente la destinazione d’uso dell’alloggio e il non averlo adibito ad attività illecite di rilevanza penale.
Novità anche sul fronte della residenza e dell’utilizzo effettivo dell’alloggio. Tutti i componenti del nucleo familiare dovranno trasferire la residenza nell’alloggio assegnato entro trenta giorni dalla consegna, salvo gravi e giustificati motivi. Inoltre, il periodo di abitazione non stabile che può condurre alla decadenza viene ridotto da sei a tre mesi.
Sarà inoltre istituita un’Anagrafe regionale dell’Erp che consentirà alla Regione di disporre ogni anno di un quadro, suddiviso per territorio, sul patrimonio abitativo, sugli alloggi non immediatamente assegnabili per carenze manutentive, sulle domande presentate e sul numero degli idonei assegnatari e non assegnatari. Comuni e ATER dovranno trasmettere i dati entro il 31 dicembre di ogni anno. La relazione al Consiglio regionale diventerà annuale, anziché triennale.





