VENETO: il 42% dell’acqua immessa nei tubi non raggiunge i rubinetti
Interrogazione del Movimento 5 Stelle
Redazione Online
09/01/2026

Il Veneto è a secco, il cuneo salino imperversa alle foci dei fiumi, e ci si mettono anche le ingenti perdite nella rete idrica. Risale infatti allo scorso luglio la pubblicazione degli esiti di una ricerca, curata dalla Cgia di Mestre, che conferma i dati raccolti nella prima metà del 2024: ben il 42% dell’acqua immessa nei tubi veneti non raggiunge i rubinetti, con vette del 64% a Belluno e situazioni più virtuose a Vicenza e Treviso (rispettivamente 21% e 18%).
Sulla questione il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale del Veneto, Flavio Baldan, dichiara: "Ho depositato un’interrogazione rivolta alla giunta Stefani, attraverso la quale chiedo sia reso noto come essa intenda garantire la piena efficienza delle tubature e lo smantellamento degli accessi non autorizzati, favorendo la realizzazione di infrastrutture per l’approvvigionamento di acqua piovana, nonché dei necessari bacini di accumulo, vasche di laminazione, trincee drenanti e nuovi invasi. Le cifre del fenomeno sono davvero preoccupanti, visto che ogni anno in Veneto vanno perduti 312 milioni di metri cubi di acqua, pari a 758 milioni di euro. La legge regionale 70/2012 impone all’ente impegni precisi, e lo richiamo appunto a dar seguito ai propositi, visto che, secondo le ricerche della Confederazione, le cause consistono nelle rotture nelle condotte, nell’età avanzata degli impianti (anche cinquant’anni), negli allacci fraudolenti e non autorizzati. Tale quadro impatta in maniera determinante nell’economia: oltre all’agricoltura e all’allevamento ne fanno le spese le imprese manifatturiere, il settore estrattivo, tessile, petrolchimico e farmaceutico, la filiera della carta e del metallo, gomma, plastica, vetro e cemento. Ovviamente è coinvolto pure l’artigianato, così come gli autolavaggi, la ristorazione, le imprese di pulizia, parrucchieri e lavanderie, spesso costrette a subire razionamenti. Senza contare il turismo, che si muove lungo infrastrutture decisive quali le strade, le reti digitali, l’energia e proprio l’acqua".





