VENETO: record di medici e infermieri gettonisti
Dibattito in Regione
Redazione Online
07/10/2026

"I dati dei monitoraggio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione sui contratti pubblici per la fornitura di personale medico e infermieristico, che pongono il Veneto primo tra le Regioni per spesa con 21,8 milioni nel biennio 24-25, fanno emergere ancora una volta una delle principali criticità della nostra sanità regionale. Da tempo diciamo che il ricorso ai gettonisti non solo è dispendioso ma fa abbassare la qualità dei servizi, a danno dei cittadini. La giunta Zaia aveva promesso di eliminare questa pratica eticamente ingiusta perché crea disparità rispetto a chi lavora da decenni nel pubblico e percepisce paghe basse rispetto a chi offre prestazioni in modo estemporaneo e con livelli qualitativi diversi. Ma alle promesse non sono seguiti i fatti, anzi il fenomeno appare inarrestabile".
Lo dicono le consigliere regionali del Pd e componenti della commissione consiliare sanità, Chiara Luisetto (vicepresidente), Anna Maria Bigon e Monica Sambo.
"Le soluzioni esistono e le abbiamo puntualmente proposte, ma occorre avere la volontà di potenziare la sanità pubblica e, soprattutto, di metterci risorse – spiegano le esponenti Dem - I gettonisti pervadono ogni reparto a iniziare dai Pronto Soccorso dove il 55% degli accessi in Veneto sono codici bianchi e la loro introduzione ha creato una disparità profonda con gli stipendi medi del personale regolarmente assunto. Un fattore che rappresenta una delle cause che ha portato all’aumento delle dimissioni e che rende poco attrattiva la professione nel sistema pubblico".
"Confondere il tema dei gettonisti con quello della sanità convenzionata è un errore politico e amministrativo. Sono due questioni diverse, che vanno affrontate con serietà e senza propaganda", sostiene il vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, Francesco Rucco (Fratelli d’Italia), che interviene così nel dibattito "sulla sanità veneta e sul possibile maggiore coinvolgimento delle strutture private accreditate per aumentare le prestazioni e ridurre le liste d’attesa. Nessuno può considerare il ricorso ai gettonisti una soluzione strutturale: è evidente che la priorità debba essere rafforzare il personale stabile, investire sui professionisti, migliorare l’organizzazione e rendere più attrattivo il lavoro dentro il servizio sanitario regionale. Ma proprio per questo serve una discussione seria, non la solita contrapposizione ideologica tra pubblico e privato".





