VENETO: nel 2025 la Regione esborsa 54 milioni per la Pedemontana
Per coprire i mancati ricavi da pedaggi
Redazione Online
11/02/2026

"Mentre la giunta regionale continua a sventolare il vessillo dell’autonomia come la panacea di tutti i mali, i cittadini veneti scoprono l’unica, certissima sovranità rimasta loro: quella di pagare i debiti altrui fino al 2059". Con queste parole Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale del Veneto, commenta i dati emersi sulla gestione finanziaria della Superstrada Pedemontana Veneta.

"I numeri sono ostinati e, nel nostro caso, decisamente amari - incalza Manildo -. Il bilancio regionale deve farsi carico di un esborso di 54 milioni di euro per coprire i mancati ricavi da pedaggi: 45 milioni prelevati direttamente dalle casse regionali e 9 milioni dagli utili di CAV. È un paradosso squisitamente veneto, utilizziamo le risorse pubbliche per tappare i buchi di un progetto che, a fronte di una previsione di 27 mila veicoli al giorno, ne vede scorrere poco più di 17 mila. Si sta avverando, riga dopo riga, quanto la Corte dei conti aveva già profilato anni fa, mettendo in guardia sulla sostenibilità di un’opera il cui rischio è stato interamente scaricato sul pubblico".

Manildo evidenzia come la società concessionaria "mostri un margine operativo lordo Ebitda, di 113,5 milioni di euro, pari a oltre il 75% dei ricavi. Eppure, il bilancio chiude in perdita a causa degli oneri finanziari: interessi che remunerano i soci finanziatori con un tasso del 9% annuo, per un valore di 21 milioni di euro nel solo 2024. In breve: mentre la Regione stenta, il business finanziario dei privati resta blindato. Non si può spacciare per "modello Veneto", - prosegue Manildo - un sistema che ci lega a un canone di disponibilità che nel 2025 toccherà i 165 milioni di euro e che peserà sulle prossime generazioni per i prossimi 33 anni".

"Lo ammette anche l'ex assessore Elisa De Berti che, a tornare indietro, la Pedemontana non andava fatta così. Soprattutto non si dovrebbero fare opere dove i privati guadagnano e il pubblico sborsa miliardi di euro per generazioni". Sono le parole del capogruppo di Resistere Veneto in  consiglio regionale, Riccardo Szumski, che puntualizza: "Si realizzano opere "a debito" e i cittadini ne faranno le spese per i prossimi 40 anni. Poi si fanno stime sul traffico ipotizzato che nessuno può controllare, ma nella realtà si scopre che tutto quest’uso della strada non c'è. Allora, per alzare i numeri, si fanno degli affidamenti a società private - aggiungendo costi a costi - e si incentivano i transiti, utilizzando altro denaro pubblico o aumentando i pedaggi... L'anno scorso, per far reggere i conti della Pedemontana, ci sono voluti una cinquantina di milioni di euro e quest'anno, più o meno, la stessa cifra. Soldi che vengono tolti da altri servizi. Infatti, sull'altro fronte, la Regione del Veneto dall'anno scorso ha aumentato l'Irap e uno degli aumenti più alti (+0,65) è ricaduto sul farmaceutico".


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