VENETO: non autosufficienza, forti squilibri tra Ulss su liste d’attesa per l’assegnazione delle impegnative
Interrogazione del Pd
Redazione Online
07/27/2026
ANNA MARIA BIGON
In Veneto nel 2025 il numero di utenti in attesa di ricevere l’impegnativa di residenzialità, ovvero il contributo regionale che consentirebbe di avere la copertura delle spese sanitarie per medici, infermieri, riabilitazione e assistenza, ha toccato quota 9.050 a fronte di 24.419 impegnative finanziate dalle Ulss. "Ma oltre a questo dato fortemente deficitario, in parallelo emerge una forte disparità tra le diverse Ulss. Si tratta di un quadro che richiede un intervento forte da parte della Regione", evidenziano i consiglieri regionali del Partito Democratico che hanno presentato un’interrogazione. Prima firmataria, Anna Maria Bigon.
"La marcata variabilità territoriale nel rapporto tra utenti in lista d’attesa e impegnative finanziate . spiegano i consiglieri - va dal 16,9% dell’Ulss n. 7 Pedemontana, al 68,8%, dell’Ulss n. 6 Euganea, quasi il doppio della media regionale con un 37,1%. Alla maggiore pressione registrata nell’Ulss n. 6 Euganea, si associa il punteggio medio S.Va.M.A. relativo alla gravità della non autosufficienza della persona, più elevato del Veneto - 87,13 contro una media regionale di 79,69 -: questo a indicare una soglia di accesso più selettiva. Inoltre, nel corso del 2025 il punteggio medio S.Va.M.A. è cresciuto costantemente in quasi tutte le aziende Ulss, in calo solo l’azienda Ulss n. 8 Berica, sostanzialmente stabile l’azienda Ulss n. 7 Pedemontana. Un andamento che lascia ipotizzare un progressivo irrigidimento dei criteri di accesso".
Nell’osservare che i tempi medi di permanenza degli ospiti si attestano a livello regionale attorno ai 225 giorni, i consiglieri dem rilevano squilibri tra i 211,82 giorni dell’Ulss n. 7 Pedemontana e i 244,57 dell’Ulss n. 4 Veneto Orientale. 
"Nell’interrogazione, rivolta all’assessore regionale alla sanità, si chiede conto di tutti i rilievi e in particolare "quali misure intenda adottare, anche mediante l’incremento delle risorse del Fondo e nuove unità di offerta, per ridurre i tempi di attesa, con particolare riguardo ai territori in maggiore difficoltà", concludono i consiglieri.