VENETO: più di un quinto dei pensionati vive con meno di mille euro lordi al mese
Per lo Spi Cgil è una situazione insostenibile
Redazione Online
07/05/2026
Alessandro Chiavelli dello Spi Cgil
1.700 euro lordi medi mensili, meno di 1.300 euro netti al mese. Gli ultimi dati sulle dichiarazioni dei redditi diffusi dal Mef e relativi al 2024 non lasciano spazio a interpretazioni. Anche in Veneto esiste una vera e propria emergenza pensioni che si sostanzia in una percentuale emblematica: nella nostra regione più di un quinto dei pensionati, circa 272 mila anziani, è costretto a far quadrare i conti con meno di mille euro lordi mensili (circa 850 euro netti).
L’indagine. È quanto emerge da una approfondita analisi dello Spi Cgil del Veneto che testimonia tutte le difficoltà dei nostri anziani, acuite dalla nuova fiammata dell’inflazione causata dalla guerra in Iran e anche, soprattutto per gli ultra80enni, dai costi esorbitanti legati alla salute e in particolare alla non autosufficienza. L’indagine del sindacato dei pensionati ha preso in esame le pensioni Comune per Comune. E anche sotto questo aspetto c’è poco da stare tranquilli. È evidente, infatti, come i divari fra un territorio e l’altro possano rendere impossibile una gestione omogenea della situazione, sicché la politica dovrà affidarsi per lo più alle amministrazioni e alle realtà locali per affrontare i singoli problemi.
La pensione media. Come detto l’importo medio dichiarato dai pensionati nel 2024 ammonta a poco più di 1.700 euro lordi mensili. A livello provinciale il Vicentino contempla la pensione media più alta (1.754 euro lordi mensili), seguita da Venezia (1.750), Treviso (1.702), Padova (1.700), Belluno (1.696), Verona (1.676) e, fanalino di coda, Rovigo (1.629).
Le fasce di reddito. Guardando le fasce di reddito, come già accennato, il 21% dei pensionati veneti dichiara meno di 12 mila euro lordi annui (circa mille euro lordi al mese), il 43% fra i mille e i 12mila e i 26 mila, il 28% fra 26 mila e i 50 mila e la parte restante percepisce pensioni superiori ai 50 mila euro lordi annui.
Pensioni Comune per Comune. La fotografia comunale, però, offre uno scenario molto più critico perché mostra gap pensionistici territoriali abnormi. Anche in questo caso può essere utile stilare una piccola classifica per rendere più chiara la situazione. In Veneto i pensionati più ricchi si trovano a Padova (2.333 euro lordi mensili), poi Treviso (2.257 euro), Verona (2.150), Mogliano, provincia di Treviso (2.117), Belluno (2.114), Venezia (2.108), Vicenza (2.090), Selvazzano, provincia di Padova (2.089), Monteviale, provincia di Vicenza (2.086) e Casier, provincia di Treviso (2.080). Le pensioni più basse vengono erogate a Castagnaro, provincia di Verona (1.433 euro lordi), Erbezzo, sempre Verona (1.417), Casale di Scodosia, Padova (1.394), Selva di Progno, Verona, e Solesino, Padova (1.391), Lamon, Belluno (1.367), Villanova Marchesana, Rovigo (1.360), Velo Veronese, Verona (1.289), Val di Zoldo, Belluno (1.256) e, infine, Zoppè di Cadore, ancora Belluno (1.009 euro lordi mensili).
Le pensioni "private". Guardando ai dati Inps relativi solo alle pensioni maturate nel settore privato, ci si può fare un’idea ancora più chiara della situazione. Nel Rodigino il 51% delle pensioni (non dei pensionati) è al di sotto dei mille euro. Padova, Treviso, e Verona sono al 48%. Venezia, Vicenza e Belluno al 46%.
Chi paga l’Irpef. Dall’indagine, infine, emerge come fra i contribuenti che pagano l’Irpef il 33,7% appartenga alla categoria dei pensionati. Pure in questo caso, però, le differenze fra province sono notevoli. Nel Veronese, per esempio, la quota è del 31,9% mentre nel Rodigino si impenna al 38,1%.