VENETO: Pro loco, proposta di legge di Sonia Brescacin
Per considerare, ai fini previsti dalla normativa, anche il valore economico delle prestazioni rese gratuitamente dai volontari
Redazione Online
07/10/2026
Sonia Brescacin
Il consigliere regionale del Gruppo Misto Sonia Brescacin ha depositato una proposta di legge statale, ai sensi dell’art. 121 della Costituzione, finalizzata a modificare il decreto legislativo n. 117 del 2017, Codice del Terzo Settore, con l’obiettivo di adeguare la normativa alle peculiarità delle Pro loco e rafforzarne il ruolo all’interno del sistema del Terzo Settore. 
"L’iniziativa - spiega Brescacin - nasce dalla consapevolezza che le Pro loco rappresentano una delle più significative esperienze di volontariato organizzato del Paese, protagoniste nella tutela delle tradizioni locali, nella promozione della cultura, nella valorizzazione del patrimonio storico e ambientale e nello sviluppo turistico delle comunità. La proposta interviene su due aspetti ritenuti strategici: il primo, riguarda il riconoscimento dei cosiddetti costi figurativi dell’attività volontaria. Oggi migliaia di soci mettono gratuitamente a disposizione tempo, competenze e professionalità che costituiscono il vero motore delle iniziative organizzate dalle Pro loco. Un patrimonio umano straordinario che, pur generando un valore economico rilevante, non trova un’adeguata rappresentazione nell’attuale disciplina fiscale del Terzo Settore. La modifica proposta consentirebbe di considerare, ai fini previsti dalla normativa, anche il valore economico delle prestazioni rese gratuitamente dai volontari, garantendo una rappresentazione più fedele dell’impegno organizzativo sostenuto dalle associazioni e una più corretta misurazione dell’impatto sociale prodotto sul territorio. Riconoscere i costi figurativi non significa attribuire un compenso ai volontari né modificare la natura gratuita del loro impegno. Significa, invece, dare valore a un capitale umano che rappresenta l’elemento distintivo delle Pro Loco e che rende possibile la realizzazione di migliaia di iniziative ogni anno. È un riconoscimento concreto della funzione sociale svolta da chi dedica gratuitamente il proprio tempo alla crescita della comunità; Il secondo intervento – prosegue Brescacin - riguarda le manifestazioni di valorizzazione delle produzioni tipiche locali, prevedendo che, entro un limite di due eventi annuali, le attività di somministrazione di alimenti e bevande strettamente funzionali alle finalità istituzionali delle Pro Loco non siano considerate attività commerciali".
La proposta introduce il concetto delle cosiddette "sagre nobili", manifestazioni che non rappresentano semplici occasioni di somministrazione di cibi e bevande, ma autentici strumenti di promozione della cultura, delle tradizioni popolari, delle produzioni agroalimentari locali e dell’identità dei territori.