A 83 anni è mancato Enzo Bianchi
Monaco, fondatore e priore della comunità monastica di Bose
Redazione Online
09/01/2026
Enzo Bianchi nel 2021 a Vittorio Veneto col vescovo Corrado Pizziolo all'apertura del convegno diocesano
Unità, dialogo, ricerca, non necessariamente in quest’ordine. Si può sintetizzare con queste tre parole la cifra spirituale di Enzo Bianchi, monaco, fondatore e priore della comunità monastica di Bose, punto di riferimento di generazioni di cattolici e di una schiera molto folta di non credenti, morto il 1° settembre a 83 anni all’ospedale Molinette di Torino. Scrittore e autore di numerosi saggi, aveva collaborato nel corso degli anni con importanti quotidiani e riviste. È stato inoltre fondatore delle Edizioni Qiqajon, la casa editrice della comunità di Bose.
Nel 2000, dopo l’allontanamento per volontà della Santa Sede dalla sua comunità nel Biellese, che aveva guidato fa priore fino al 2017, Enzo Bianchi ha vissuto a Torino, ospite in casa di amici. A 80 anni fonda la fraternità monastica “Casa della Madia” e nonostante la malattia, durante quello che definisce un “nuovo inizio”, non smette di incontrare “fratelli e sorelle”, viaggiare e progettare il futuro: negli ultimi mesi, ha partecipato ai funerali del suo amico don Antonio Mazzi, ma non è riuscito a passare un po’ di tempo al mare della sua amata Sardegna. Nonostante ciò, la sua agenda era ancora piena di impegni: questo autunno, ad esempio, avrebbe dovuto guidare un corso per cuochi. Si è avverato, così, uno degli imperativi affidati alle pagine di uno dei suoi libri: dare “vita ai giorni e non giorni alla vita”, fino alla fine.
Bianchi è stato anche più volte nella nostra diocesi. In particolare nel marzo 2012 tenne la relazione di apertura del convegno diocesano “Abita la terra e vivi con fede”.