PADOVA: La guerra nel nome di Dio
Evento con Gregorio Vivaldelli
Redazione Online
09/13/2026

Quale rapporto esiste tra divino e guerra? E, soprattutto, tale rapporto è giustificato? Per contribuire al dibattito su questi interrogativi, oggi più che mai pressanti vista la centralità della questione nel panorama internazionale, Università di Padova e Facoltà teologica del Triveneto propongono un evento dal titolo La guerra nel nome di Dio. Le religioni negli attuali conflitti armati, in programma venerdì 18 settembre, alle 21 al cinema teatro Don Bosco di Padova (ingresso libero).
Uno spazio di riflessione e confronto aperto alla cittadinanza, animato dal biblista e divulgatore Gregorio Vivaldelli che dialogherà con i docenti di entrambe le realtà accademiche; le conclusioni saranno a cura del preside della Facoltà teologica Maurizio Girolami e del docente dell’Ateneo patavino Simone Grigoletto.
La proposta nasce nell’ambito del corso di perfezionamento Abram – Antropologia, Bibbia, religioni. Un approccio multidisciplinare, diretto da Grigoletto e promosso dalle due realtà universitarie con una partnership inedita. Avviato nell’anno 2025/2026 sul tema "La pace contesa", il corso è pronto a ripartire a dicembre prossimo con una nuova edizione incentrata sul tema “Genesi dell’umano. Conflitto, giustizia, speranza” (pre-iscrizioni entro il 6 ottobre – info e iscrizioni alla pagina https://uel.unipd.it/master-e-corsi/abram-antropologia-bibbia-e-religioni-un-approccio-multidisciplinare/).
L’evento La guerra nel nome di Dio. Le religioni negli attuali conflitti armati
In che modo ci si riferisce al divino nelle operazioni belliche contemporanee? La drammatica situazione geopolitica internazionale parla chiaro: tutti i principali conflitti bellici fanno esplicito riferimento al nome di Dio. «La guerra tra Russia e Ucraina, l’eccidio israeliano del popolo palestinese e il più recente scontro armato tra Stati Uniti e Iran, in tutti questi contesti il divino trova un posto centrale nel lessico degli esponenti delle nazioni colpite dalla guerra» sottolinea Simone Grigoletto (Dipartimento Fisppa - Università di Padova).
«Da un punto di vista antropologico è interessante notare come tale fenomeno si esprima in maniera analoga a partire da tutte le tradizioni religiose abramitiche - aggiunge Rolando Covi (Facoltà teologica del Triveneto) . Infatti, si coinvolge il nome di Dio nelle operazioni belliche dalla prospettiva ebraica (nel contesto israeliano), dalla prospettiva cristiana (si pensi alle tradizioni ortodosse russe o quelle evangeliche statunitensi) e dalla prospettiva islamica (di natura sciita come nel caso iraniano)».





