CONEGLIANO: aritmie, nuove possibilità di cura
Nel reparto di Cardiologia
Redazione Online
09/06/2026

Nuove possibilità di cura per i pazienti affetti da aritmie particolarmente complesse. Nelle ultime due settimane la Cardiologia dell’ospedale di Conegliano, diretta dal Roberto Mantovan, ha infatti eseguito tre procedure di ablazione utilizzando nuovi cateteri e combinando diverse modalità di erogazione dell’energia, consentendo di intervenire anche in situazioni che non avevano trovato soluzione con i trattamenti convenzionali.
"L’ablazione - spiega Mantovan - è una procedura che permette di eliminare il "corto circuito" elettrico responsabile dell’aritmia, attraverso sottili cateteri introdotti generalmente da una vena della gamba e guidati fino al cuore. Una volta individuata con precisione l’area responsabile dell’alterazione del ritmo, questa viene trattata attraverso l’erogazione di energia. La novità che abbiamo introdotto a Conegliano riguarda la possibilità di utilizzare due diverse forme di energia attraverso i nuovi cateteri: la radiofrequenza, che produce una lesione termica, e l’elettroporazione, una tecnologia più recente che agisce attraverso impulsi elettrici in grado di creare una lesione mirata e profonda, con una maggiore selettività nei confronti dei tessuti circostanti. In uno dei tre casi è stato utilizzato anche il nuovo catetere Sphere 9, dotato di una punta più ampia, di 9 millimetri, che consente di realizzare lesioni più estese e profonde. Gli altri due interventi - prosegue il primario - hanno riguardato pazienti affetti da sindrome di Wolff-Parkinson-White, caratterizzata dalla presenza di una via elettrica anomala che collega due parti del cuore. In entrambi i casi, le vie anomale non erano state eliminate con le metodiche convenzionali e i pazienti erano già stati sottoposti ad ablazione senza successo in altri Centri cardiologici".
Tutte le procedure sono state eseguite con sistemi avanzati di mappaggio cardiaco, che consentono di ricostruire con grande precisione l’attività elettrica del cuore e di individuare i punti responsabili dell’aritmia. Le procedure sono state supportate anche dalla presenza di ingegneri biomedici, a garanzia del corretto utilizzo delle tecnologie.
"L’introduzione dell’elettroporazione - spiega Mantovan – ci permette, in casi selezionati, di effettuare interventi più efficaci e con minori rischi. La possibilità di combinare energie e utilizzare cateteri di nuova generazione amplia ulteriormente le nostre possibilità di trattamento, soprattutto nei casi più complessi o già trattati senza successo".







