Il tempo, che passa, che si ha davanti, che abbiamo vissuto noi e quello che hanno vissuto i nostri genitori..questo è stato il tema principale che ci ha accompagnato nelle 3 settimane di Grest, intingendolo dal sussidio “Extra Time” del Noi Triveneto.

Abbiamo vissuto momenti di gioia e spensieratezza, nelle uscite, al Parco Acquatico di Noale, nell’area Fiera di Godega insieme agli amici di Pianzano e Godega condividendo il pomeriggio con il nostro Vescovo, altri momenti sono stati molto riflessivi, le confessioni, i momenti di dialogo, dove è emersa la certezza che fino a poco prima per noi era un dubbio: il tempo ha portato la tecnologia a livelli molto elevati..anche sui nostri ragazzi! Alla domanda: “Se ti trovassi in un’isola deserta di quale oggetto non potresti farne a meno?” Tutti noi animatori pensavamo ad un sacco a pelo…ad un coltellino…ma non al cellulare ed il computer come ci hanno risposto loro!!

Tecnologia a parte, hanno scoperto loro malgrado di come fino a poco tempo fa vivevano i loro genitori: girando il canale della tv con la manopola e non con il telecomando…aprendo il cancello di casa con il lucchetto…andando a telefonare in cabina!

Lo spettacolo finale è stato incentrato su una storia originale: una comitiva parte per una gita, e si ritrova a visitare una villa antica che sembrava disabitata, soltanto che una volta entrati scoprono di essersi immersi in una realtà passata, c’è un anziano che ci vive dentro e dice che la seconda guerra mondiale è appena passata, increduli si confrontano sulle sue abitudini: non concepiscono come mai lui mangi sempre il “pane di ieri”, che la musica la ascolta da un disco che viene introdotto in un mangiadischi…l’unica cosa che li accomuna sembra essere una vespa con cui l’anziano ricorda che da giovane andava a trovare la propria bella…ma anche i nostri che sono “avanti” riconoscono in quella moto qualcosa di attuale! Ben presto si accorgono che in questa casa c’è un “confessionale” (stile “Grande Fratello”) solo che a parlarci è una voce che viene dall’alto e li mette a dura prova…c’è chi pagherebbe oro per sapere se in quel periodo l’Inter avesse o no vinto lo scudetto..e la voce li fa trovare la Gazzetta, ma ponendoli delle riflessioni che li fanno capire che il mondo non può girare attorno ad un pallone, e così per tutti coloro che, all’interno della storia, vivono “crisi di astinenza” per la mancanza del pc, del cellulare, della play station e dell’i-pood.

Al termine spazientiti da questa voce che un po’ li provoca scavando nelle loro abitudini, chiedono a lui di mostrare la propria faccia, se ne ha il coraggio…in quel momento arrivano 3 barboni, l’anziano di casa vuole ospitarli, la comitiva invece comincia chiedere loro se sono vaccinati, se hanno il permesso di soggiorno, non capendo che al loro arrivo in quella casa nessuno li ha chiesto le generalità..a quel punto la voce spiega loro che Dio è in tutte quelle persone, e si conclude con la canzone “Di che colore è la pelle di Dio”…con la speranza che il tempo ci faccia un giorno sentirci tutti uguali!

Stefania Miuzzo