Dura presa di posizione dell’Avis provinciale in merito agli sms fasulli che da giorni stanno arrivando sui telefonini di centinaia di cittadini.

 

Il presidente, Gino Foffano, si è rivolto alla Questura della provincia di Treviso per chiedere che vengano attivate tutte le procedure necessarie a individuare e punire chi ha ideato tale truffa e a tenere sotto controllo il suo evolversi.

L’esposto per procurato allarme è stato presentato oggi giovedì 26 gennaio, a seguito delle continue chiamate che da una settimana stanno creando grossi disagi all’organizzazione della raccolta sangue nella Marca e non solo, dal momento che l’sms sta girando per tutta l’Italia del centro-nord.

“A metà gennaio è iniziato a circolare un messaggio telefonico secondo il quale era immediatamente necessario ottenere sangue di gruppo B per salvare un bambino di 17 mesi colpito da leucemia fulminante – spiega Foffano –con riferimento a nome e cognome del bambino, ad un cellulare e (in parecchi casi) all’Oasi di pediatria dell’ospedale di Treviso”. Si tratta di un falso che ha provocato un vistoso allarme sociale e che ha causato un intasamento dei centralini sia dei Centri trasfusionali che delle Avis comunali e provinciale. “I cittadini trevigiani e della Marca tutta, da persone straordinarie quali sono, si sono subito attivati in buona fede per aiutare questo bambino, chiamandoci  -continua Foffano – ma si tratta di una truffa”. Nella realtà provinciale, come in Veneto e nel resto d’Italia, una cosa del genere non potrebbe mai accadere, perché i donatori volontari di sangue garantiscono la copertura di ogni necessità, anche di emergenza e perché vi è una rete che collega i vari Centri trasfusionali del Veneto che ovvierebbe ad eventuali carenze di qualche ospedale. Non si ricorre certo a messaggi del genere.

“E’ evidente che messaggi di questo tipo, proprio perché fasulli, ma anche tutto sommato credibili alla maggioranza della cittadinanza, creano da un lato un danno di immagine alla nostra sanità e ai tanti volontari che garantiscono la completa autosufficienza di sangue – scrive Foffano nell’esposto - e dall’altro frappongono ostacoli concreti al lavoro nostro e di tutti gli operatori sanitari del settore”.

Ora ad occuparsene sarà la Questura.

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