Alcuni antichi teologi hanno usato, parlando di Gesù, questa curiosa espressione: Verbum Abbreviatum, parola abbreviata, rimpicciolita. È un’espressione efficace per esprimere il mistero di Gesù.
Secondo la fede cristiana Dio esprime tutto se stesso in una “Parola”, non una parola che vola via come le nostre, ma una parola che è realtà sostanziale, eterna e infinita: è il Figlio Unigenito di Dio. Questo ci dice la fede, svelandoci una realtà che, però, per noi rimane alla fine incomprensibile. Ma questa Parola-Figlio Unigenito di Dio si è fatta carne, dice il vangelo, si è come ristretta prendendo le nostre limitate dimensioni e diventando così più comprensibile. Il Figlio Unigenito di Dio, diventato uomo, parla come noi, ha gli stessi nostri sentimenti e così, attraverso questa sua umanità, noi siamo in grado di comprendere qualcosa di Dio. Quanto più una persona è ricca di umanità, tanto più riesce a cogliere la ricca umanità di Gesù e attraverso di essa può capire qualcosa del mistero di Dio. Cose semplici ma essenziali. Gesù sa amare in modo immediato, radicale, senza esclusioni e così Dio è uno che ci vuol bene sempre. Gesù è schietto e limpido nel suo parlare e così Dio verità senza ombra di inganno o di malizia. Gesù è fedele fino alla morte, così Dio è uno di cui ci si può fidare.
La Parola eterna di Dio rimpicciolita ha passato anche la fase dell’essere umano rimpicciolito: il bambino. Il bambino ci incanta. Difficile resistere al suo fascino. Nel bambino cogliamo la vita umana nel suo primo sbocciare e questo ci fa percepire meglio la meravigliosa realtà dell’essere umano. Nelle prime parole, balbettate, proprio perché appena abbozzate, cogliamo la straordinaria capacità di poter avere propri pensieri ed esprimerli. Nei sentimenti umani che traspaiono dal suo volto, nel suo sorriso, nell’abbandonarsi con fiducia a chi lo ama, vediamo i primi segni della capacità di tessere legami di amore con gli altri. Anche le sue prime cattiverie ci svelano l’umanità, ma sono piccole cattiverie che non offendono e non ci impauriscono.
Gesù è stato bambino, come lo contempliamo in questo Natale. In lui, bambino, l’infinito Dio ci appare con la freschezza e il fascino della vita nascente. Anche questo è Dio: vita sempre nuova, vita semplice, pura, non ingarbugliata come spesso è quella degli adulti. Per questo Gesù ha da adulto avuto questa ammirazione verso i bambini e ha detto che soltanto chi è come un bambino può essere accolto nella vita di Dio.
Chi ha il dono della fede a Natale può cogliere in quel bambino, in quel Verbum Abbreviatum, in quel Figlio di Dio rimpicciolito, qualcosa di Dio che nessun ragionamento può cogliere. Benedetto XVI, nell’omelia del Natale del 2006 ha affermato: “Il logos, la Parola eterna si è fatta piccola... Si è fatta bambino, affinché la Parola diventi per noi afferrabile”.
Giampiero Moret
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